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MAFIAROMA/ Un dirigente del municipio di Ostia aveva il permesso/disabili di un boss mafioso

Succedeva di tutto ad Ostia, il quartiere litoraneo di Roma ad alta infiltrazione mafiosa tanto che il prefetto Gabrielli ha proposto lo scioglimento del consiglio municipale. Succedeva persino che un dirigente del municipio circolasse col permesso disabili per le aree a traffico limitato intestato al boss del litorale Carmine Fasciani. La circostanza, citata proprio nella relazione del prefetto Gabrielli e girata al ministro dell’Interno Alfano, lascia trapelare la contiguità tra amministratori e criminali soprattutto sul litorale romano. E anche i favori che il municipio elargiva a personaggi criminali tanto da accordare permessi disabili. L’ex direttore tecnico del municipio di Ostia Aldo Papalini, già coinvolto e arrestato in un’inchiesta sull’affidamento delle concessioni agli stabilimenti balneari, girava infatti nelle aree a traffico limitato con permesso intestato al boss Carmine Fasciani, appartenente ad uno dei clan mafiosi che si spartiscono gli affari criminali del litorale capitolino. Nella relazione viene evidenziato come «il dottor Papini è risultato il fulcro di un articolato sistema corruttivo nell’ambito della gestione di numerosi appalti di lavori e concessioni per stabilimenti balneari in favore di società contigue alle associazioni criminali del territorio». «Dalla perquisizione eseguita ai danni del citato dirigente -si legge ancora nella relazione- è emerso addirittura il possesso del permesso di invalidità per la viabilità in aree a traffico limitato intestato al boss Carmine Fasciani utilizzato dal Papalini sulla propria autovettura». Nella relazione, proprio per sottolineare l’estrema permeabilità dell’amministrazione locali alle richieste e agli interessi della criminalità, vengono puntati i riflettori sulle concessioni balneari, chioschi bar, appalti per il verde pubblico e le potature degli alberi. Tornando invece alla città e all’attività del Campidoglio la relazione evidenzia tra le anomalie il bilancio triennale 2012-2014 del Comune che «grazie alle pressioni esercitate da Carminati e Buzzi porterà alla sua modifica in sede di assestamento con un riconoscimento di un debito fuori bilancio di più di 12 milioni di euro relativo al’assistenza dei minori non accompagnati a favore delle cooperative legate a Buzzi». A breve la relazione di Gabrielli sarà sul tavolo dei magistrati romani che seguono l’inchiesta Mafia Capitale e no si escludono sviluppi non solo legati ad appalti segnalati dagli ispettori come sospetti, o addirittura interi dipartimenti e settori del Campidoglio, ma anche sulla posizione di singoli dirigenti e funzionari. La relazione infatti pur non chiedendo lo scioglimento per mafia del Comune di Roma ha già creato crepe importanti nell’assetto istituzionale del Campidoglio, già provato dalle ondate di arresti per Mafia Capitale. La prima vittima è stata il segretario generale Liborio Iudicello, che ha già rassegnato le dimissioni, accusato da Gabrielli di non avere abbastanza vigilato soprattutto sui tanti appalti affidati senza gara e per questo ne ha suggerito la rimozione e il procedimento disciplinare. Rimozione suggerita anche per alcuni dirigenti e per un componente importante della segreteria di Ignazio Marino, Mattia Stella, che intercettazioni dei Ros riprendono a colloquio e a cena con Buzzi. Una cena che è costata ieri a Stella le dimissioni

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