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SCHEDA/ Grecia, falchi e colombe, le posizioni nella Ue

Strada tutta in salita alla riunione dell’Eurogruppo. C’è un problema di fiducia tra la Grecia ed i 18 partner dell’Eurozona, spaccata tra i falchi – Germania, Finlandia, Olanda, e Slovacchia, chiusi al negoziato – ed i Paesi ‘amici’ come Francia, Italia, Malta e Cipro, che insistono per restare al tavolo e arrivare a sbloccare i nuovi aiuti. La larga maggioranza con cui il Parlamento di Atene ha dato mandato al governo per sedersi al tavolo di Bruxelles e trovare un accordo viene considerato da molti Paesi un gesto politico importante, ma non sufficiente ad assicurare che le riforme della proposta ellenica saranno attuate. E grossi interrogativi sono sulla sostenibilità del debito. Di seguito le posizioni dei diversi Paesi. * SLOVACCHIA – «C’è un grosso problema con la sostenibilità del debito», dice il ministro delle Finanze slovacco Peter Kazimir. * GERMANIA – «Non vedo come potremo raggiungere facilmente un accordo: il Governo greco ha fatto di tutto per minare la fiducia». Il tedesco Wolfgang Schaeuble gela l’atmosfera e parla di riforme «inadeguate». Secondo documenti del ministero delle Finanze tedesco anticipati dalla Fas, Schaeuble ha proposto «una Grexit per cinque anni». Una strada legalmente non percorribile, come sottolineano fonti Ue. La posizione dura del ministro, secondo indiscrezioni, non rispecchierebbe del tutto quella della cancelliera Angela Merkel, che sarebbe pronta a negoziare. * OLANDA – Il viceministro delle Finanze olandese Eric Wiebes evidenzia «serie preoccupazioni sull’attuazione delle riforme». * AUSTRIA – Il ministro delle Finanze Hans Jorg Schelling chiede «garanzie» sull’applicazione delle riforme. * IRLANDA – «La maggioranza parlamentare del governo» Tsipras si è «erosa», dice l’irlandese Michael Noonan. Per questo occorre «attuare velocemente» il piano mentre hanno ancora la maggioranza ed il sostegno «trasversale dei partiti». Devono «andare in parlamento la prossima settimana e quella subito dopo per fare i cambiamenti legislativi più importanti». Tra le colombe: Francia, Italia, Cipro, Malta, e Spagna. * SPAGNA – «Il referendum greco non è stato positivo in termini di fiducia», dice il ministro delle Finanze spagnolo Luis De Guindos, che ribadisce come Madrid vuole tenere la Grecia nell’euro. «La proposta è solo una lista di azioni. Se il negoziato va avanti serve un memorandum». * ITALIA – «Siamo qui per verificare se ci sono le condizioni per iniziare un negoziato molto impegnativo. Il cammino non è facilissimo ma ce la metteremo tutta», spiega Pier Carlo Padoan. * FRANCIA – Parigi, che ha inviato i suoi tecnici in Grecia per aiutare a scrivere le proposte, col presidente Francois Hollande che per primo ha espresso una valutazione positiva, insiste nel ruolo di «mediatrice».

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