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SENATO/ Ex M5S Bencini e Romani verso Idv, possibile stampella per Renzi

Un ritorno alle origini», la definisce il senatore ex M5S Maurizio Romani. Che, con la collega Alessandra Bencini, si appresta ad aderire all’Italia dei Valori. Due grillini delusi che a breve cambieranno casacca, indossando la maglia dell’Idv. E che, stando ai rumors di Palazzo Madama, potrebbero diventare una valida stampella per Renzi e il suo governo, che sui numeri al Senato è in affanno. A Palazzo Madama, a ben vedere, non c’è alcun gruppo per il partito nato da Antonio Di Pietro ma un unico rappresentante: Michelino Davico, attualmente nel gruppo Gal. «Noi nel Gal non andiamo, sia ben chiaro», puntualizza Romani all’Adnkronos. Dunque è più facile che sia Davico a far le valige e a ‘traslocare’ nel Misto, con la speranza che l’Idv presto raccolga nuova adesioni raggiungendo il traguardo dei 10 senatori, numero necessario a formare un gruppo autonomo. «Siamo ancora in una fase di contatti – spiega Romani – ma il passaggio all’Idv è possibile e probabile. Per noi si tratta di un ritorno alle origini, visto che il M5S si è ispirato al programma dell’Idv muovendo i suoi primi passi». A chi gli domanda se, con Bencini, si apprestino a diventare la stampella di Renzi e il suo governo, «noi non siamo la stampella di nessuno – risponde secco Romani – ma siamo per il dialogo e il confronto. Vogliamo lavorare sui contenuti e se Renzi avrà la nostra fiducia vuol dire che avrà accettato le nostre condizioni. Discutiamo sui contenuti per raggiungere determinati risultati, non per essere usati come stampella», chiarisce. Intanto su Fb il questore del Senato in quota M5S, Laura Bottici, dà sfogo alla sua rabbia. «Renzi ha tradito e continua a tradire i suoi elettori proprio come hanno fatto questi due senatori – dice riservando una stilettata ai due ex 5 Stelle – andranno perfettamente d’accordo». Ma Romani tira dritto per la sua strada, sorridendo del commento al vetriolo della collega, un tempo ‘compagna di squadra’. «Ricordo a chi ha la memoria corta – ribatte all’Adnkronos – che io e Bencini non siamo andati via dal Movimento, ci hanno buttato fuori. Tra l’altro senza alcuna assemblea né tantomeno interrogando la Rete, nonostante i 5 Stelle siano a favore dello spirito referendario e se ne riempiano la bocca. Badate bene: non abbiamo tradito noi, non siamo noi i traditori…

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