| categoria: Roma e Lazio

Serafina Buarnè novo segretario generale del Campidoglio?

Serafina Buarnè, attuale responsabile per la prevenzione e della trasparenza del Campidoglio, è in pole per sostituire Liborio Iudicello per l’incarico di segretario generale di Roma Capitale. Buarnè, fortemente voluta dal magistrato-assessore Alfonso Sabella, a capo dell’ anticorruzione di Roma, vanta una lunga esperienza nel settore. In particolare, oltre ad avere ricoperto l’incarico di segretario generale in numerosi comuni siciliani come Enna, Ragusa, Partinico, Porto Empedocle, è stata anche nominata segretario generale del Comune di Villabate durante il periodo della gestione commissariale per scioglimento per infiltrazioni mafiose. Nel 1993 ha fatto parte della Commissione chiamata a gestire il Comune di Termini Imerese a seguito dello scioglimento per mafia. Oltre a Buarnè nella rosa di nomi al vaglio del sindaco Marino ci sono anche l’attuale segretario generale del Comune di Fiumicino Stefania Dota e il vice-segretario generale del Campidoglio Luigi Maggio. Per iniziare la cosiddetta ‘fase due’ dell’amministrazione si starebbe puntando ad una scelta rapida.
A livello amministrativo, dove sono emersi alcuni profili di illegittimità di atti o atti poco chiari, nei limiti dei nostri poteri, abbiamo spostato dirigenti e segnalato circostanze alla magistratura. Ora abbiamo varato la macro-struttura e dobbiamo riempirla. Se, come pare, non si va verso lo scioglimento del Comune per mafia, bensì verso azioni mirate del ministero dell’Interno su funzionari o dirigenti, sarebbe molto utile che arrivasse per tempo qualche indicazione da parte del Viminale, proprio per la composizione della macrostruttura ». Lo dice l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella. «La commissione prefettizia ha lavorato a tempo pieno e in forze per sei mesi sulla macchina amministrativa, quindi può avere indicazioni su dirigenti e funzionari che a noi mancano. E, a questo punto, visto che la relazione – che sarebbe dovuta rimanere segreta – è sui giornali, qualche indicazione anche a noi non sarebbe sgradita». Per Sabella, «ci sono esigenze pratiche. Faccio un esempio: se alcuni appalti devono saltare, datemeli subito che li blocchiamo altrimenti facciamo un favore alla criminalità

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