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Il dipendente Atac in ginocchio dalla madre di Marco: “È stata colpa mia”

Tutto questo con la crisi dell’Atac, con la politica, con la crisi non c’entra nulla. E’ il dramma umano di una famiglia, di una città. Una angoscia che attanaglia tutti per una morte senza ragione, senza logica. La tragedia di un uomo che ha provocato la morte di un bambino per fare un gesto di gentilezza, di generosità.”Si è buttato ai miei piedi in ginocchio. Piangeva a dirotto. Urlava: “perdono perdono” è tutta colpa mia. Perdono”. Le parole di Francesca Giudice, la mamma del piccolo precipitato nel vano dell’ascensore della metropolitana Furio Camillo scorrono insieme a fiumi di lacrime. “Subito dopo la tragedia ci siamo abbracciati per venti minuti, senza staccarci”.
Due vittime della stessa tragedia accaduta in una frazione di secondo. Il dipendente dell’Atac, intervenuto per bontà, è un uomo schiacciato dal senso di colpa. Lei, la mamma di Marco, ha la vita rovinata per sempre e ha deciso di non denunciarlo. “Non ce l’ho con lui, non lo denuncio”.
Si terranno domani alle 9.30, in forma strettamente privata, nella sala del Tempietto Egizio del cimitero monumentale del Verano, i funerali laici del piccolo Marco. La famiglia ha chiesto che sia presente il sindaco di Roma Ignazio Marino, mentre ha pregato la stampa di rispettare il lutto e non partecipare. Per domani Marino ha proclamato il lutto cittadino e in concomitanza con l’inizio dei funerali sarà osservato un minuto di silenzio negli uffici del Comune.
Intanto dall’autopsia eseguita sul corpicino è emerso che le lesioni sono compatibili con una caduta dall’alto. A breve verrà ascoltato dai magistrati l’impiegato dell’Atac che ha tentato la manovra “non codificata” per recuperare la madre e il bimbo rimasti intrappolati per 20 minuti nell’ascensore della metropolitana. L’uomo è iscritto nel registro degli indagati, con i due vigilantes dell’Italpol, per concorso in omicidio colposo. Il tentativo dei tre, definito dall’assessore Guido Improta “un eccesso di generosità”, di salvare la mamma e il figlio è avvenuto solo per accelerare l’intervento poiché gli addetti alla manutenzione non arrivavano. Ieri sera c’è stata una fiaccolata per ricordare il bimbo davanti all’ascensore dove tantissimi cittadini hanno lasciato per tutto il giorno fiori, messaggi, peluche e ceri votivi per esprimere cordoglio e vicinanza ai genitori del bambino. Diverse persone, soprattutto donne e mamme, si sono raccolte in preghiera in silenzio. Qualcuno ha anche lasciato un biglietto: “Un altro piccolo angelo è volato in cielo”.

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