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FOCUS/Prestito ponte alla Grecia, nuovo grattacapo per l’Eurogruppo

La corsa contro il tempo non è finita, anzi, per assicurare i finanziamenti a breve termine alla Grecia che ne ha bisogno come l’ossigeno è solo appena iniziata. Dopo 17 ore di negoziato, è stato concordato dai leader dell’eurozona un prestito ponte: l’Eurogruppo, che ha ricevuto l’incarico di lavorarci a partire da oggi, ha ammesso che la questione è «molto complessa». L’Italia, con il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, insiste per una «soluzione europea». Intanto, data la delicatezza della situazione, è stato riconfermato alla testa dell’Eurogruppo, nella linea della continuità, il presidente uscente Jeroen Dijsselbloem. «La questione del prestito ponte è molto complessa e ancora non abbiamo trovato la chiave», ha riconosciuto Dijsselbloem al termine di una nuova riunione dell’Eurogruppo. «Oggi abbiamo guardato a un certo numero di possibilità ma ci sono questioni di ordine tecnico, legale e politico da tenere in considerazione», ha spiegato, «per questo abbiamo chiesto a un gruppo di tecnici» di studiare le varie opzioni a disposizione. La soluzione inizialmente immaginata dalla Commissione Ue, infatti, sembrerebbe non essere così semplice come previsto. Questa prevedrebbe il ricorso ai fondi che la Bce ha ricavato dagli interessi sui titoli greci (Smp), e al Efsm, il meccanismo dell’esecutivo comunitario che interviene per i paesi in difficoltà con la bilancia dei pagamenti e già utilizzato nel primo salvataggio greco, prima che fossero creati i fondi salvastato. Ma per il primo ci sono complicazioni tecniche, e per il secondo politiche. L’ok dovrebbe essere chiesto a tutti i 28, anziché solo ai 19 paesi dell’eurozona. Ma servono tempi rapidi. «Per l’Italia», ha quindi messo in chiaro Padoan, «queste opzioni devono essere europee e condivise da tutti i paesi coinvolti almeno nell’eurozona». I tempi di ‘studio’, però, hanno assicurato il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis e il commissario Pierre Moscovici, saranno brevi, in modo da avere un ventaglio di opzioni chiare già nei prossimi giorni su cui poi sarà l’Eurogruppo a dover decidere. Il rapido avanzamento dei lavori dei 19 sarà anche assicurato dal fatto che sarà ancora l’olandese Dijsselbloem a ricoprire la carica di presidente dell’Eurogruppo per i prossimi due anni e mezzo. I ministri hanno preferito seguire la linea della continuità, nel bel mezzo della crisi greca, gelando così le speranze della Spagna che aveva candidato Luis De Guindos. Un anno fa, infatti, quando vennero assegnate le cariche Ue, il premier Mariano Rajoy aveva ottenuto la promessa del sostegno della Germania per la presidenza dell’Eurogruppo, anche come riconoscimento della ferrea applicazione delle politiche economiche di austerity. Ma l’apprezzamento dei colleghi è andato all’olandese, sconosciuto a tutti nel 2013 ma a cui ora anche il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha riconosciuto il «lavoro eccellente» nel tentativo di mediare con la Grecia di Tsipras.

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