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Iran, la festa in strada, “è la nostra vittoria”

Bandiere dell’Iran avvolte sulle spalle, lunghi palloncini colorati, copricapi da giullare coi colori iraniani, le foto del ministro Zarif e del presidente Rohani, festosi scorrazzamenti in moto, una lunga fila di vetture a passo d’uomo. La notte di Teheran si è riempita di nuovi suoni e colori, la gente suona il clacson e canta vittoria, intona in coro l’inno nazionale, inneggia al presidente moderato di oggi ma anche a quello riformista di ieri, Khatami, che ora i media iraniani non possono nemmeno citare. Ma ora è il trionfo di Rohani e del suo governo, a partire dal nuovo eroe nazionale, Zarif, fine diplomatico con il sorriso sempre pronto. È la nostra vittoria, dice un ragazzo mentre intorno a lui è un tripudio di ‘selfie’ e foto coi telefonini. Due anni fa ha votato per Rohani, fra due lo rifarà se sarà il candidato anche dei riformisti. Ma è una seconda scelta, preferirebbe Khatami o Mussavi, il candidato del 2009 ora agli arresti domiciliari. Arriva un gruppo di motociclisti, si ferma e fa cerchio intorno allo show improvvisato di due acrobati di strada. La gente sorride e i giovani si divertono. Ogni tanto esplodono in un’altra rumorosa manifestazione di esultanza, anche solo per divertimento. I poliziotti si muovono pazienti, ben istruiti dai loro superiori a far funzionare la festa senza incidenti. «Il problema del nucleare non interessa molto agli iraniani, è più che altro una questione di di orgoglio nazionale», ha detto qualche ora prima Abbas, incontrato al bazar di Tajrish.. «Ma non c’è mai stato né ci sarà interesse ad avere la bomba. È un problema che riguarda l’Europa e gli Usa». «Quello che veramente interessa a noi – continua il giovane – sono la fiducia nell’Iran che l’accordo può portare e la questione dei diritti umani e delle minoranze, la libertà di stampa e di religione. Speriamo dunque che l’accordo di oggi possa portare più trasparenza, maggiori scambi di visite e informazioni tra noi e il mondo, una vera democrazia e una vera libertà». Ehsan parla dal banco della sua profumeria. «Ora tutti saranno molto eccitati – dice – ma bisognerà vedere come andrà davvero in futuro, sia con i prezzi che nei rapporti internazionali. L’Iran ha molti nemici, Israele ma anche alcuni Paesi arabi. Paesi che hanno soldi e potere, e che ora possono creare difficoltà». Ma ora sono tutti in strada, a festeggiare. Da Tajrish e Parkway la gente ora si muove verso sud, la notte è ancora lunga per l’Iran che vuole cambiare.

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