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Tosi presenta il suo movimento, no ai populismi di Salvini

Flavio Tosi ci riprova. E dopo l’espulsione dalla Lega questa volta punta su un suo partito. La presentazione ufficiale ci sarà martedì 21 luglio, a Montecitorio. Ma intanto chi gli sta vicino, come la senatrice Patrizia Bisinella, tratteggia un percorso che va parecchio in là. Un percorso che ha intenzione di «colmare il vuoto che ad oggi c’è nel centrodestra», che ha intenzione di «proporre un’alternativa al centrosinistra». E che vede Tosi pronto anche alla sfida delle primarie del centrodestra. I rapporti con Matteo Salvini? La linea è chiara: «Il movimento dialogherà con tutti ma i populismi e i cambi di posizione del leader della Lega, in ultimo sulla vicenda Grecia e Tsipras, di certo non ci appartengono». Tosi, nato leghista, sindaco tra i più amati che come primo atto sostituì la foto ufficiale dell’allora presidente Giorgio Napolitano con quella di Sandro Pertini, in quanto non lo riteneva rappresentativo della nazione, è alle scorse elezioni regionali che decide di sfidare, e spaccare, il suo rapporto con il passato. Si candida a governatore del Veneto, contro l’uscente leghista Luca Zaia e consuma, così, la rottura con il leader del suo partito Matteo Salvini. Ora costruisce un partito, tutto suo. «Ci sarà gente nuova, anche chi non ha mai fatto politica – anticipa la senatrice Patrizia Bisinella – sarà un soggetto politico nuovo, dinamico. Come senso di marcia e di azione politica avremo il pragmatismo, la concretezza, la voglia di fare le cose bene e trovare le soluzioni». Soprattutto, «noi ci proponiamo come fattore di spinta propulsiva per un’area del centrodestra che o è pressoché inesistente o troppo frammentata e che comunque non sa dare un’azione politica precisa, alternativa al centrosinistra». Ad oggi Tosi può contare su sei deputati, tre al Senato e tre alla Camera. E a chi mira, soprattutto al Senato dove i numeri sono incerti, a portarli con sé, Bisinella chiude la porta a ipotesi di ‘calcio mercato’. «Basta illazioni su di noi – dice – siamo disposti a valutare le proposte da qualunque parte provengano ma poi votiamo quelle che sono nell’interesse degli italiani».

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