| categoria: litorale

DIETRO I FATTI/ Dalla marea nera al festival, la tragicommedia di Sabaudia

Sabaudia è di nuovo al livello di massima emergenza per le acque nere che dal Lago si riversano in mare, davanti alle dune, sconcertando, preoccupando, irritando i bagnanti e traumatizzando gli operatori balneari che vedono la stagione pesantemente compromessa. Non doveva riaccadere ma è accaduto e il dibattito, le polemiche che stanno avvelenando il borgo pontino hanno un sapore tragicomico. La commedia è protagonista nel Film Festival che per una settimana ha portato sulle rive del Lago di Paola un po’ di interesse e buonumore ma anche nelle vicende cittadine di Sabaudia. Di chi la colpa del disastro? Chi paga i danni? Se la gente scappa disgustata dalla spiaggia il problema che si crea è enorme in una situazione già di grande sofferenza per l’economia della cittadina. Il sindaco Lucci accorre dovunque a tranquillizzare, a sedare risse verbali, cerca di mettere ordine. Per l’episodio che ha fatto saltare i nervi a tutti nei giorni scorsi ha parlato prima dell’errore umano del manovratore, del tecnico che amministra e controlla le opera mobili del canale di Catterattino. Troppo semplice. Il Consorzio per la bonifica si defila e volano parole grosse, poi iarriva un curioso accordo in base al quale il personale del Comune può accedere nella proprietà del Consorzio “al fine di attivare l’interruttore di manovra delle paratoie e regolamentare i deflussi secondo le modalità ritenute più opportune per garantire la qualità delle acque di balneazione “. “I due Enti, nel rispetto delle competenze di ognuno, hanno sempre collaborato e continueranno a farlo per garantire la tutela dell’ambiente e del territorio – si legge in una nota – Il Consorzio di bonifica, dal canto suo, continuerà, con il proprio personale a gestire l’impianto, che serve un bacino di circa 308 ettari, verificandone ogni giorno efficienza e stato di manutenzione, ed effettuando le manovre necessarie a garantire un corretto deflusso verso il mare delle portate in alveo. ” Vien da sorridere, ma si mastica amaro perché quanto accaduto, quanto argomentato e il tono del comunicato hanno il sapore di una presa in giro. Perché si è arrivati a questo punto, non si poteva intervenire prima, si sono adottate misure adeguate, chi paga i danni? Ma è in linea con quanto accade da troppo tempo a Sabaudia. Senza retorica, un tempo non era così. Quando il lago era una realtà protetta, ma non così blindata come ora, quando era navigabile e fonte di reddito e di sviluppo le acque erano pulite e Caterattino non rilasciava in mare macchie marroni. In paese le cose funzionavano, i villeggianti c’erano, l’economia girava, il cinema, quello storico, era aperto, i vip frequentavano tutta la cittadina e non solo la cittadella protetta delle dune. Un problema di amministrazione? Può essere, quando le cose non funzionano è quasi sempre un problema di uomini, di teste pensanti. Se scappano i villeggianti, se le case restano sfitte e i balneari hanno gli occhi lustri di malinconia, se la programmazione delle attività economiche consente la nascita di un ipermercato quando i piccoli esercenti alzano bandiera bianca e annunciano mestamente che in autunno chiuderanno per sempre c’è da chiedersi se non serva un vento nuovo all’ombra del promontorio della Maga Circe. E non c’è tempo da perdere perché anche il comitato dei saggi messo in piedi dal sindaco per rilanciare l’immagine di Sabaudia sembra aver perso smalto, spinta, interesse. Alzi la mano chi ha visto i saggi (a partire dal presidente del comitato medesimo) mescolarsi alla gente nell’area del Film Fest. Pregevolissimo per i nomi, per le pellicole, per l’idea, financo per l’organizzazione, ma incapace di attrarre folle e interesse in riva al lago. Si fosse tenuto a Rimini, a Viareggio, a Capalbio giornali e tv nazionali avrebbero coperto almeno gli spazi vuoti estivi con interviste e commenti. Non è accaduto e val la pena di chiedersi perché. Non basta un Veltroni in giuria o una Ilary Blasi (in vacanza da tutt’altra parte) nel comitato organizzatore per fare la differenza. I media locali, quelli on line soprattutto riportano integralmente i comunicati dell’organizzazione (imbottita di amici e parenti) tutti improntati al trionfalismo galoppante. Non è cosi che si salva Sabaudia

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