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IL PUNTO/ Sabaudia, quel Lago ha la febbre alta

“Il lago è mio e me lo gestisco io”, qualche anno fa un titolo ambizioso raccontava sogni e progetti di Andrea Bazuro, erede della famiglia Scalfati proprietaria storica del Lago di Paola , il cuore di Sabaudia. Andrea e i suoi fratelli regnano su 400 ettari di acqua e otto di terra, un angolo di paradiso ai piedi del monte Circeo. Si è stabilito sulle sponde del lago con grandi idee, una darsena ecologica, con barchette elettriche per i turisti. E perfino un impianto fotovoltaico galleggiante in grado di alimentare le attività dell’Azienda Vallicola Lago di Paola. In sostanza un ambizioso progetto di riqualificazione eco-compatibile . Lontani i tempi in cui si progettava di allargare il canale, aggredire l’antico ponte rosso per far entrare e uscire e rientare i mega yacht del cantiere Rizzardi. Ma a quei tempi l’acqua era ancora limpida, tanto da giustificare la Bandiera Blu. Oggi una marea nera esce dal lago – agonizzante e a livello di bollitura per le temperature altissime di questo periodo – e invade le acque davanti agli stabilimenti causando danni notevoli alle attività balneari. Ad “amministrare”il lago, a gestire il fenomeno, ad occuparsi della ossigenazione delle acque ormai ferme è sempre lui, Andrea. Da lui bussa il sindaco Lucci, con lui si concordano le soluzioni. Che non sembrano brillanti e che fanno saltare i nervi agli imprenditori locali (pronti ad una class action) e alla popolazione. Possibile che prima tutto funzionasse e che ora Sabaudia si trovi nei guai? Tutta questione di pompaggio, dicono gli esperti, un tempo c’era una pompa sommersa con un “effetto pistone”che assicurava una corrente adeguata e positiva, ora c’è un pompaggio diverso, che determina un effetto-innaffiatoio. E che evidentemente non funziona, non produce il giusto movimento nelle acque del Lago. Il sindaco Lucci di fronte all’ennesima marea nera si è affrettato a parlare di errore umano, di errore dell’addetto all’impianto che regola il flusso alla paratia del canale Caterattino. Ma pare sia una pietosa bugia. Il Comune prova ad imporre ai proprietari l’ossigenazione del lago e riceve solo risposte parziali, non risolutive. E la situazione peggiora. Il lago ha la febbra alta. Se mai dovesse piovere, dicono sulle rive del lago, sarebbe un disastro e ci sarebbe l’ennesima moria di pesci. Qualcuno ipotizza che il prossimo anno la Fee Italia, l’organizzazione che gestisce le “bandiere Blu”potrebbe avere qualche problema di coscienza rispetta a Sabaudia

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