| categoria: politica

Pd al governo anche in Val d’Aosta: record, 17 regioni su venti in mano al centro sinistra

Matteo Renzi pianta la bandierina anche in Valle d’Aosta e porta ad un eloquente 17 a 3 il computo delle regioni in mano al centrosinistra, con un divario tra i due poli mai raggiunto nella storia della Repubblica. Ai piedi del Monte Bianco il Partito Democratico entra in maggioranza con gli autonomisti dell’Union valdotaine e della Stella alpina. Il centrodestra resta alla guida di Lombardia, Veneto e Liguria. Nella Giunta valdostana il Pd sarà rappresentato dall’attuale capogruppo in Consiglio, Raimondo Donzel, insegnante e ex sindacalista Cgil, che è stato eletto assessore alle attività produttive, energia e politiche del lavoro. La trattativa con gli autonomisti – dal 2009 al 2013 alleati con il Pdl – era stata avviata parecchi mesi fa per ovviare ai numeri risicati della maggioranza in Consiglio regionale (18 a 17). Ma soprattutto per trovare una fondamentale ‘sponda’ politica a livello centrale. Decisivo è stato l’incontro a Capodanno tra Renzi, in vacanza a Courmayeur, e il presidente della Regione, Augusto Rollandin. Quello che è stato ribattezzato il ‘Patto della Perenni’ (dal nome della caserma dell’Esercito dove il premier era alloggiato) ha aperto nuovi scenari, a partire dalle elezioni comunali di Aosta dove il ‘renziano’ Fulvio Centoz è stato eletto sindaco con il sostegno di un’alleanza autonomista di centrosinistra. Il nuovo feeling tra Palazzo Chigi e place Deffeyes è stato poi confermato dalla firma del Patto di stabilità e dalla presenza del premier all’inaugurazione della nuova funivia Skyway del Monte Bianco. L’ingresso del Pd nella maggioranza regionale è stato il passo finale. Le tre forze politiche hanno elaborato un accordo di programma che indica come priorità il lavoro, l’università, la riorganizzazione della sanità, il casinò e le partecipate, il reddito di garanzia, la ferrovia e l’aeroporto. L’obiettivo è «promuovere adeguatamente gli importanti investimenti strutturali in atto o in fase di conclusione, ridando nel contempo un più ampio respiro all’azione del governo regionale, soprattutto in relazione agli importanti temi delle riforme istituzionali, dei rapporti con lo Stato e con l’Unione europea». Inferocita l’opposizione, rappresentata da forze autonomiste-progressiste e dal Movimento 5 Stelle, che in questo scorcio di legislatura hanno condiviso numerose battaglie politiche con il Pd: «È un tradimento», è il commento unanime.

Ti potrebbero interessare anche:

Altro caso Pizzarotti, anche Rizzetto nel mirino M5S
Delibera Cantone, si precisano i poteri della Authority. Dall'avvio delle ispezioni fino agli atti a...
REGIONALI/ Ufficio presidenza di Fi per il varo delle liste, assenti il Cav e Verdini
Riforme, l'11 gennaio il voto finale alla Camera
Claudio Scajola torna sulla scena. Oltre Renzi il vuoto
Milano, Berlusconi sale di nuovo sul predellino



wordpress stat