| categoria: Roma e Lazio

Il killer del gioielliere visto dalle telecamere: “Aveva un complice”

È stato ucciso quasi per un niente, un pugno d’oro, qualche pietra preziosa, qualche anello e degli orecchini, l’artigiano orafo – che gli amici e gli appassionati chiamavano il “Maestro” – massacrato mercoledì nel suo negozio di Roma, nel quartiere Prati, da un uomo in parrucca nera e riccia e occhiali da sole che si era intrufolato nella sua bottega mentre lui, Giancarlo Nocchia, rientrava dalla pausa pranzo. E ora, secondo gli inquirenti, spunta un secondo uomo. Un complice che probabilmente lo aspettava poco distante per fuggire e far perdere velocemente le proprie tracce.

È possibile che questa convinzione nasca dal gran numero di telecamere che si trovano lungo il percorso che le ipotesi investigative ritengono quello seguito dal malvivente: fuggendo da via dei Gracchi, l’uomo con la parrucca avrebbe imboccato via Paolo Emilio in direzione via Cola di Rienzo, percorrendola tutta fino al Lungotevere per arrivare infine a piazza del Popolo. Indicazioni troppo precise per essere soltanto ipotesi.
Intanto c’è la direzione presa dall’assassino: via Paolo Emilio verso via Cola di Rienzo. La certezza viene dal fatto che due avvocati, un uomo e una donna, habitué del bar Ottaviani, trovano proprio davanti all’esercizio un portaorecchini da esposizione di Nocchia con appeso un pendente d’oro. Vanno da Giorgio, titolare del bar, loro amico, e amico sin dall’infanzia dell’orafo, e gli dicono: “Ma ti sembra normale che per strada ci sia un espositore di Giancarlo con un orecchino?”.

Vanno al negozio. Si vede poco e niente dalle vetrine: “Solo un gran casino” dirà Giorgio. “Lo chiamo. Lo chiamo ancora. Urlo: Giancarlo! Non mi risponde. Alla fine ho pensato: se avverto i carabinieri, poi loro devono allertare i pompieri, e prima che si possa entrare passa almeno un’ora. E magari ha bisogno di aiuto. Così tiro una pedata alla porta, due, tre, cinque: e viene giù. Entro e lui è lì, dietro il bancone, mezzo coperto di roba “. Arrivano i carabinieri. Il medico legale. Il colonnello dei carabinieri Lorenzo Sabatino. Il magistrato che poi dirigerà le indagini, Saverio Francesco Musolino. I parenti raccontano che l’uomo aveva già subito tre rapine e che, esasperato, deve aver reagito. È infatti uno sportivo, corre in bicicletta, si tiene allenato, è in gran forma. Ma l’uomo con la parrucca prende probabilmente una statuina, gli frantuma uno zigomo, lui casca all’indietro, sbatte la nuca e muore. Poi la razzia.

Nel quartiere è lo sgomento. I commercianti hanno paura. D’altra parte le cifre non sono proprio rassicuranti. I borseggi negli ultimi tre anni sono aumentati, secondo il Censis, del 75 per cento e i furti nelle auto in sosta quasi del 21 per cento. Secondo l’ultimo dossier della Confcommercio di Roma il 66,4% delle imprese nel 2014 ha visto, nell’ordine, aumentare i furti, le rapine, l’usura e le estorsioni. E per questo l’associazione propone al prefetto Franco Gabrielli

i “negozianti sentinella”. Che significa? “Significa che su base volontaria i commercianti potrebbero seguire dei corsi tenuti dalle forze dell’ordine” spiega Rosario Cerra, presidente della Confcommercio romana. “In questo modo potremmo renderci conto se ci troviamo di fronte a una situazione di vero pericolo oppure no e avere gli strumenti per reagire in maniera equilibrata cercando di non farsi prendere dal panico. Segnalando subito i casi sospetti”.

Ti potrebbero interessare anche:

Concorsone, rabbia e polemiche. Oggi una decisione? Il Comune denuncia la Praxi
ATAC/Cura dimagrante delle aziende: tagli a stipendi per evitare default
Farmacap, incontro Scozzese-sindacati sul nuovo piano
Sul lampione a S.Pietro per vedere il Papa. Ma la piazza non era blindata?
ELETTORANDO/ Caccia agli incerti. Giachetti mobilita anche Bersani, Marchini anti tasse
Tiberis, Comune è a caccia di sponsor: due settimane per trovarlo



wordpress stat