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Torino, allarme dell’Arpa: morti 140 anziani per il caldo

Record delle temperature a luglio e anche, purtroppo, del numero di decessi collegati al caldo. In 22 giorni, da fine giugno alla prima quindicina di luglio sono state 140 le morti di over 65 causate dall’afa e dal caldo. Gli anziani, soprattutto con problemi di salute cronici, sono i soggetti più a rischio ma con una colonnina di mercurio che sfiora i 40 gradi, a volte non bastano nemmeno le precauzioni. Un aumento di mortalità rispetto alla media del 29% per le fasce a rischio. Lo dicono i dati della sorveglianza attiva condotta dall’Arpa Piemonte. “In questi giorni le morti sono aumentate rispetto alla media che ci si attenderebbe per il periodo – spiega Renata Pelosini, dell’Arpa – Un dato netto lo avremo solo alla fine del periodo di caldo”. Almeno fino al 25 luglio non è previsto un cambiamento radicale delle condizioni meteo: “E’ possibile che il prossimo dato che avremo, relativo alle ultime settimane sia ancora superiore”, commenta Perosini.

Difficile fare un paragone con l’anno scorso. Il luglio 2014 era stato “freddo” e “piovoso” in confronto alla canicola continua di questi giorni che non dà tregua nemmeno di notte. Per trovare un luglio simile a questo per temperature e problematiche legate al caldo bisogna tornare indietro al 2006 o meglio ancora al 2003 quando i morti in Italia erano stati 20mila, 600 solo a Torino.

Anche il 118 ha visto crescere del 10-15 percento il numero di interventi: “Soprattutto codici verdi dovuti a malori o a svenimenti causati dal caldo”, spiegano dalla centrale.

Non sono solo l’età e un quadro clinico già compromesso a esporre a rischi maggiori gli anziani: spesso anche la solitudine gioca un ruolo fondamentale. Anziani soli e in difficoltà non sanno a chi chiedere aiuto. Anche per questo il Comune ha potenziato i servizi creando una task force di volontari che offre aiuto a domicilio.

E il caldo non è un rischio solo per la salute: le alte temperature aumentano la produzione di ozono. Tutto il Piemonte è ad un livello di allerta 2 su una scala di tre livelli. A Verbania nei giorni scorsi è stato superato il limite orario d’allerta fissato a 300 microgrammi per metro cubo. Comincia a destare qualche preoccupazione anche il livello dei fiumi, sempre più bassi a causa della siccità.

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