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IMMIGRAZIONE/ Il sindaco di Eraclea, alzo bandiera bianca

«Dopo un mese di battaglie mi trovo impotente, devo alzare bandiera bianca. Dopo i fatti di Quinto tutti si sentono legittimati a chiedere azioni eclatanti, ma un amministratore pubblico non può fare gesti incivili e spero che i cittadini si comportino bene». Ha la voce provata, segno di una stanchezza profonda, Giorgio Talon, sindaco di Eraclea (Venezia), uno dei tanti fronti ‘caldi’ in Veneto legati alla gestione dei migranti. Per Talon oggi è una delle tante giornate a tensione alta, con la comparsa di un lenzuolo nell’area dove alloggiano da circa un mese 250 migranti con la scritta «sindaco fai l’incivile»: «Qualcuno vuole che io mi comporti così, ma non è questa la strada. Non è che facendo proteste come a Quinto che si ottengono risultati». La via è quella dei continui contatti con le diverse realtà competenti, prefettura di Venezia in testa, per cercare soluzioni, per trovare alternative a una presenza che da più parti dicono aver avuto ripercussioni anche sulla stagione turistica. «Ho sentito il prefetto anche questa mattina – dice – e so che sta cercando il modo per spostare i profughi». Ieri, nel corso di un colloquio telefonico, si è parlato della requisizione di una caserma di proprietà del comune, ma «gli ho detto di cercare prima spazi demaniali. Io non posso dargli la caserma, ci sarebbe una rivolta. Il segnale dei miei cittadini è che i profughi devono essere spostati e io sono il loro rappresentante eletto». L’invito di Talon è chiaro: «lo Stato, e intendo il ministero dell’Interno, e la Regione devono adesso intervenire per dare una mano al prefetto Cuttaia a trovare degli immobili diversi da quelli del residence ad Eraclea Mare. Io un mese fa avevo fatto la mia parte ma adesso mi sento impotente». In serata, ad Eraclea, è previsto l’arrivo del segretario della Lega Matteo Salvini, e la speranza del sindaco è che la sua presenza non venga accompagnata da quella di gruppi di estremisti, come i centri sociali o l’estrema destra. Già qualche settimana fa, nel corso di un incontro alla presenza del prefetto la tensione era salita alle stelle, e presenti erano solo cittadini e operatori che manifestavano la loro opposizione alla scelta di trovare posto a centinaia di profughi in una località che vive anche di turismo.

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