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Ecografia del capo e del collo? A Latina ci vuole ancora un anno

Era il 2013 quando l’associazione Codici, aveva denunciato che alla Asl di Latina per effettuare l’ecografia del capo e del collo, necessaria anche a diagnosticare tumori della tiroide e linfonodi sospetti, i tempi di attesa erano di ben 332 giorni. Oggi Assotutela, per voce del presidente, Emi Maritato, torna a dare numeri che sono allarmanti. Per l’ecografia capo e collo – prosegue – che rientra tra i controlli oncologici, i tempi di attesa sono di un anno e non c’è alcuna disponibilità per una Rmn cranio tronco encefalico. In questo modo la Asl di Latina è tra le maglie nere del Lazio nel 2015 per i tempi di attesa sempre al rialzo. Tradotto: il dato non è cambiato rispetto al 2013 ed anzi è stato confermato. Segnale evidente che il piano di Zingaretti non funziona e che i cittadini continuano a non ottenere risposte con l’aggravante di doversi rivolgere a centri privati per effettuare i controlli. Il che significa tempi minori di attesa ma anche maggiore dispendio economico che, stando la crisi in atto, contribuisce solo a peggiore la qualità della vita delle persone. A fine 2014 Zingaretti aveva presentato un piano ‘integrativò, finanziato con sette milioni di euro, per effettuare 113.388 esami in più (66mila per Roma e 47.361 per il resto delle province). Il progetto puntava ad assicurare, stando sempre alle parole del presidente della Regione Lazio, un aumento di 40.840 esami ecografici, 15.222 tac, 20.989 ecocolordoppler, 13.995 risonanze magnetiche, 8.227 ecocardio, 1.789 ecg da sforzo, 1.570 holter e 472 esami di pet. Ma anche 2.199 trattamenti di radioterapia in più, 624 tra scintigrafie e medicina nucleare, 1.500 gastroscopie, 5.205 visite specialistiche e 756 spirometrie. Ma oggi, circa un anno dopo – aggiunge – le liste d’attesa del Recup regionale sono ancora in rosso con 14 tipi di appuntamento che richiedono oltre 300 giorni e altri 16 che vanno oltre i 200 giorni. Zingaretti in quell’occasione aveva detto: ‘Si tratta di un’operazione di vastissima portata mai nemmeno tentata nella Regione Lazio per demolire la vergogna delle liste di attesa, mettiamo in campo oltre 100mila ulteriori prestazioni, che devono essere eseguite entro un arco temporale di tre mesi. Si tratta di una grande iniziativa di civiltà e di rispetto per i cittadini di questa regionè. Oggi non c’è né il rispetto né alcuna iniziativa di civiltà ma solo l’incapacità di questa Regione di intervenire sulle priorità e di risolverle. A Latina è durissima, ma pare che non ci sia nessuna intenzione di “bocciare” il manager della Asl Caporossi

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