| categoria: sanità Lazio

LA DENUNCIA/ Al collasso la neurochirurgia del San Camillo?

«Da tempo il reparto di neurochirurgia del San Camillo è in grave stato di crisi. In questi ultimi giorni, con gli episodi accaduti possiamo dire che è al collasso. Uno è riferito a un paziente sosta in camera operatoria dal 14 luglio cui non è stata data la possibilità di ricevere assistenza post operatoria adeguata al caso. Un altro episodio riguarda un paziente trasferito dalla terapia intensiva di neurochirurgia per la rottura dell’aria condizionata. Nella stessa sala veniva messo nella notte un altro paziente con aneurisma celebrale in attesa di ebollizione cerebrale presso la neuroradiologia, sala configurata per assistere un solo paziente». Tutto questo è riportato in una nota della Segreteria provinciale Fials di Roma che precisa essere questa «una mera operazione trasparenza sulla stampa». «Ci chiediamo come mai l’amministrazione informata direttamente di quanto appena raccontato non riesca a far fronte a queste gravi problematiche – si legge ancora – È di queste ore la corsa per allestire in fretta e in furia stanze dedicate ad assistere pazienti in codice rosso presso le camere operatorie come in questo caso sta avvenendo nella camera operatoria di neurochirurgica. Inoltre è stata adibita una stanza di appoggio presso la camera operatoria neurochirurgica per pazienti da tenere in breve osservazione non solo post chirurgica ma come vero e proprio luogo di ricovero, tant’è che ogni giorno si aggiungono pazienti fino ad un numero imprecisato – denuncia la nota di Fials – . Più di quanti possa contenerne la stanzetta e tutti insieme anche se ognuno ha affezioni patologiche diverse dall’altro». «Si tratta di un mix assistenziale tipico di un ospedale da campo nella II Guerra mondiale. A questo è arrivata la nostra sanità. A questo si aggiunge anche l’handicap della carenza di personale infermieristico e anestesiologico, legato al blocco del turn over e che nei mesi estivi per via delle ferie – si precisa nella nota – provoca anche l’impossibilità di fornire un assistenza adeguata che questi pazienti richiedono seppur tutti i sanitari si impegnano a fare facendo veri miracoli. Aspettiamo risposte dal Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dai direttori generali delle aziende sanitarie ai quali chiediamo se le norme per assistere pazienti con alta criticità in questi luoghi frettolosamente adibiti, sono rispettate – conclude la nota – Non vorremmo che quanto vediamo sia solo la manifestazione del mero disinteresse nelle sanità pubblica da parte dei vertici istituzionali».

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