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PESARO/ Tutto in 45 minuti, attirato trappola e sgozzato dagli amici per gelosia

Quarantacinque minuti. Questo il tempo necessario per attirare con una trappola e uccidere Ismaele Lulli, lo studente di 17 anni di Sant’Angelo in Vado, trovato sgozzato in un boschetto a pochi chilometri dalla sua citta’. La ricostruzione effettuata dagli inquirenti non lascerebbe dubbi, anche per via di una serie di errori grossolani che i due albanesi, Igli Meta e Mario Nema, hanno commesso. “Ti passiamo a prendere in macchina e andiamo al fiume per fare il bagno”, gli hanno scritto via sms per attirarlo in trappola. Sul cellulare della vittima, infatti, ci sono le impronte digitali che il Ris attribuisce ai due albanesi. Una volta in macchina, Ismaele e’ stato condotto alla Croce, il luogo della sua esecuzione: la mano che l’ha ucciso, che per gli inquirenti e’ quella di Igli Meta, ha usato un’arma tagliente, molto probabilmente un coltello, che non e’ stato ancora ritrovato. Un colpo secco tirato alle spalle della vittima, che e’ rimasta quasi decapitata. Quarantacinque minuti dopo, dunque, l'”amicizia colpevole” tra Ambra e Ismaele era stata punita. E come se nulla fosse i due amici albanesi, dopo aver giustiziato lo studente vadese, sono andati a fare il bagno al fiume.
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