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PIEMONTE/ Firme false, chiuse le indagini: ci sono tre nuovi indagati tra cui un consigliere regionale Pd

Chiuse le indagini nell’inchiesta penale sulle firme false per le liste che sostenevano Sergio Chiamparino alle recenti elezioni regionali, si chiarisce anche il quadro delle accuse penali dopo che il Tar di Torino ha deciso di considerare valida l’elezione regionale del 2014 e di rinviare la decisione sulle validità solamente in relazione alla lista Pd di Torino. Sergio Chiamparino resta al suo posto di presidente della Regione se pure in presenza di un certo di numero di moduli corredati da autentiche o firme false, comunque non sufficienti a compromettere il risultato delle urne.

I pm Patrizia Caputo e Stefano Demontis hanno chiuso il capitolo delle indagini per undici persone, indagate, cui viene contestato di aver commesso diverse irregolarità, come pubblici ufficiali, nell’autenticazione delle firme, o di aver materialmente falsificato il contenuto dei moduli che, in alcuni casi risulterebbero completamente “contraffatti”. Tre nomi nuovi di esponenti dem sono ufficialmente iscritti nel registro degli indagati: il consigliere regionale Daniele Valle e sua moglie Alessandra Orlandi, e Salvatore Palermo. I pm chiederanno invece l’archiviazione per un’altra consigliera regionale Nadia Conticelli, per Umberto Perna, Carola Casagrande, Gianni Ardissone e Giuseppe Agostino.

Tra coloro che avevano ricevuto l’avviso di garanzia ci sono nomi di spicco della coalizione, come quello del consigliere regionale Marco Grimaldi (Sel), degli ex consiglieri provinciali di Torino, Pasquale Valente e Davide Fazzone, del presidente della Circoscrizione V Rocco Florio, di Mara Milanesio, Cristina Rolando, Tina Pepe e di Stefania Zicarelli.

L’inchiesta nasce dall’esposto presentato nel luglio scorso alla Procura di Torino dall’europarlamentare leghista Mario Borghezio e dall’altra leghista Patrizia Borgarello. Un anno fa l’allora presidente del Piemonte Roberto Cota (Lega Nord) era stato dichiarato decaduto proprio per una vicenda di firme false sulle liste elettorali nella consultazione regionale del 2010.

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