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Ticino, bimba di cinque anni muore nell’auto sotto il sole in un campeggio

Tragedia in un campeggio del Canton Ticino. Una bambina di 5 anni, che con la famiglia era in vacanza nel campeggio TCS di Muzzano, vicino Lugano, è deceduta a causa del caldo. Secondo una prima ricostruzione, la piccola, di provenienza dalla Svizzera tedesca, era stata lasciata in un’auto dalla madre. I soccorritori della Croce Verde di Lugano hanno tentato di rianimarla, ma la piccola è morta sul posto. La Magistratura ha aperto un’inchiesta, coordinata dalla Procuratrice capo Fiorenza Bergomi, per chiarire la dinamica e eventuali responsabilità di quanto avvenuto. Informazioni. È stato richiesto l’intervento del Care Team Ticino per prestare assistenza psicologica alle persone coinvolte e agli ospiti della struttura.

IN VACANZA CON GLI AMICI
Abitava nel canton Turgovia, Cheyenne, la bambina di 5 anni deceduta. La sua famiglia fa parte di un gruppo di amici, tre o quattro famiglie, che ogni anno trascorre le ferie nel medesimo campeggio. La madre e le quattro figlie erano arrivate a Muzzano una settimana fa e stavano trascorrendo una vacanza spensierata. La madre, di una quarantina d’anni, è ora ricoverata all’Ospedale Civico di Lugano, insieme alle tre sorelle della piccola vittima, che hanno tra i 9 e i 15 anni, tutte assistite da un Care Team. Il padre della bimba è arrivato questa mattina in Ticino e nel pomeriggio si recherà all’Istituto patologico. Intanto gli agenti della Scientifica stanno raccogliendo tutti gli elementi possibili per chiarire il dramma.

I DUBBI
Da chiarire resta molto, anche perché la mamma al momento è sotto shock. I medici l’hanno sedata e ricoverata sotto stretta sorveglianza. Le prime parole che la donna avrebbe detto ai soccorritori sono state «Mi sono dimenticata». Tanta è la paura che possa arrivare ad un gesto estremo. Ad aiutare gli inquirenti potrebbero essere le telecamere a circuito chiuso sequestrate nel pomeriggio, ma intanto si fa strada l’ipotesi che Cheyenne sia stata dimenticata in automobile per oltre tre ore. La famiglia era tornata da una passeggiata e Cheyenne era rimasta a dormire in auto. La madre ha preferito non svegliarla. Dopo due ore e mezza il dubbio: non vedendo la piccola, la famiglia ha iniziato a chiedersi dove fosse finita. Hanno cercato ovunque, ma nessuno dei quattro si ricordava di averla lasciata dormiente in auto. Poi la tragica scoperta: un’automobile sotto il sole si trasforma in una trappola mortale. Ieri pomeriggio la Volkswagen dove la piccola ha tragicamente perso la vita è stata riportata nel posteggio davanti al campeggio, lì dove la polizia scientifica l’aveva prelevata. Un passaggio necessario per capire la dinamica dei fatti.

I PRECEDENTI
Non è purtroppo un caso isolato quello accaduto a Muzzano. Negli ultimi 10 anni nel mondo sono quasi 700 bambini morti per ipertermia. Per di più, la temperatura corporea di un bambino sale più velocemente rispetto a quella di un adulto, a causa della minore superficie corporea e della minore quantità di riserve di acqua: date queste condizioni, l’ipertermia in un bambino dimenticato in macchina può verificarsi anche in 20 minuti, e la morte entro 2 ore. Una recente indagine ha inoltre rivelato che circa il 20% dei genitori ha dimenticato nel veicolo proprio figlio, anche solo per un minuto. Una situazione che può rapidamente diventare pericolosa, dal momento che la temperatura in un’auto lasciata al sole può salire di 10-15 gradi ogni quarto d’ora, fino a raggiungere i 50 gradi. E questo anche se la colonnina di mercurio all’esterno tocca a malapena i 25 gradi. Ogni volta che la cronaca riporta questo tipo di tragedie, commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sembra impossibile che possa succedere. Eppure i casi di bambini piccoli che muoiono dimenticati in auto sui sedili o legati al seggiolino non sono così rari e capitano in famiglie normalissime ed a genitori apparentemente impeccabili e incapaci di fare del male ai propri figli.

BUONI CONSIGLI
Tutte le associazioni che si occupano di sicurezza dei bambini – come European Child Safety Alliance e Safe Kids Worldwide – suggeriscono una serie di misure per cercare di ridurre il rischio di dimenticare un bambino in macchina. Un consiglio è quello di mettere sempre la borsa del cambio (o i giochi) bene in vista sul sedile anteriore, a segnalare e ricordare la presenza del bambino sul sedile posteriore. Un altro è quello di tenere invece oggetti personali d’uso frequente – come il telefonino, la borsa o il portafogli – vicino al bambino per tutto il tempo del viaggio. Qualsiasi passante che noti un bambino solo in macchina farebbe bene a chiamare immediatamente il 112, che è il numero unico per le emergenze in tutti i paesi dell’Unione europea.

DISTRAZIONE FATALE
Vent’anni fa lasciare un figlio nell’auto accadeva raramente. L’aumento significativo di tale tragica evenienza coincide con l’introduzione, negli anni Novanta, dell’airbag anche per il posto del passeggero a lato del guidatore. Perché, considerando che l’apertura dell’airbag in caso di incidente può essere pericolosa per i bambini, fu suggerito dagli esperti di sicurezza stradale di sistemare il seggiolino non più sul sedile anteriore ma su quello posteriore. Non esiste un profilo-tipo del genitore che dimentica il figlio in macchina: capita a persone abitualmente distratte ma anche ai più precisi, manicai dell’ordine e del tutto-sotto-controllo, a intellettuali e a ignoranti, a ricchi e poveri, professionisti o disoccupati, in città o in vacanza, come l’ultimo caso di Cheyenne dimostra. Ogni volta l’incidente si ripete secondo una successione molto simile: un genitore particolarmente stanco, stressato o agitato dimentica di lasciare il figlio dove avrebbe dovuto (di solito all’asilo nido) e prosegue la routine quotidiana come se tutto fosse andato nel vesro giusto. Il black-out mentale è evidente e , si può aggiungere, sorprendente. Poi – dopo poche o molte ore, ma spesso troppo tardi – arriva un momento in cui un qualcosa rammenta, al papà o alla mamma, il pensiero del figlio e l’irreparabile disattenzione. Scatta subito la corsa folle e disperata verso la macchina parcheggiata sotto il sole. La tragedia attende implacabile. Ma ci sono anche casi di genitori che tornano in macchina e – senza accorgersi del corpo ormai inerme sul sedile posteriore – non si rendono conto di quel che è successo finché non tornano all’asilo nido per riprendere il figlio che non hanno mai lasciato lì.

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