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DIRITTI&DOVERI/ Ristoranti, le nuove frontiere e i confini (confusi) del lecito

Di Martina Perrone
Liberalizzazione e nuove tecnologie fanno lievitare la concorrenza a ritmi difficilmente sostenibili, ma il comune e le associazioni di categoria devono restare al passo, adeguandosi e sostenendo i cambiamenti.È prevista per settembre la firma di un protocollo d’intesa tra la Asl RmA e le associazioni di categoria: l’obiettivo è quello di limitare la discrezionalità, spesso molto ampia, degli ispettori stabilendo una linea comune. Il tavolo di lavoro ha discusso di vari argomenti: dalla metratura lavabile nelle cucine alla conservazione dei cibi a temperatura controllata alle famigerate canne fumarie ai carboni attivi. “Ci auguriamo che possa proseguire il confronto con i dirigenti sanitari della Asl RmA in merito alla direttiva per i locali del Centro storico che vieterebbe l’uso delle canne fumarie non tradizionali – ha dichiarato Claudio Pica, Direttore dell’Associazione Esercenti – Sosteniamo l’utilizzo di queste apparecchiature solo dove strettamente necessario alla prosecuzione dell’attività commerciale e con controlli stringenti che siano intransigenti per quanto riguarda la manutenzione – continua Pica – è tuttavia necessaria una normativa univoca in materia che si ponga a tutela del commercio, ma soprattutto della salute di lavoratori e residenti”. L’intesa, ha spiegato Rosaria Marino della Asl RmA, “può avere carattere preventivo e può essere uno strumento per gli esercenti che vogliono avviare una nuova attività e conterrà anche un questionario che gli esercenti potranno compilare per esprimere la loro opinione sulle cose che secondo loro non vanno. Mi auguro che questa intesa venga firmata e sia un buon inizio per andare avanti meglio”.

L’assessore a Roma Produttiva, Marta Leonori, intervenuta all’assemblea annuale dell’Associazione Esercenti, ha tenuto però a specificare: “La lotta intransigente alle canne fumarie alternative non può essere uno strumento di governo delle attività del centro storico. Anche se pur sempre nel rispetto della salute e dell’ambiente, dobbiamo trovare altri strumenti”.

Intanto, mentre i locali già aperti nel centro storico sono sul chi va là in attesa della definizione della normativa sulle canne fumarie, in giro per Roma ci sono veri e proprio chef che hanno trasformato la loro casa in un ristorante. “Il Dipartimento alle Attività Produttive sta lavorando a una bozza che già la settimana prossima dovrebbe essere pronta – ha dichiarato Leonori – Abbiamo iniziato a occuparci degli home restaurant su sollecitazione delle associazioni di categoria, ma l’esigenza di dare un inquadramento a questo fenomeno, che è già presente nella nostra città, è molto evidente. C’è bisogno di dare una risposta veloce a queste nuove situazioni anche in vista del Giubileo, perché dall’iniziativa spontanea di alcune persone non scaturisca qualcos’altro, e nella nostra città non siamo nuovi a fenomeni di attività abusive”.

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