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E adesso sotto con i tagli alla sanità

Ipotesi fiducia e piano sanitario per il dl enti locali che da oggi pomeriggio è all’esame dell’aula del Senato. Non un piano di tagli – come ha specificato anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – ma misure di razionalizzazione della spesa in conformità a quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni. E’ questo il contenuto del ‘piano sanitario’ che il governo potrebbe allegare al dl enti locali, in un maxiemendamento su cui domani l’esecutivo potrebbe apporre la questione di fiducia. Si libererebbero in questo modo oltre due miliardi di risorse da destinare, secondo gli orientamenti più volte esposti dall’esecutivo, al taglio delle tasse. Il dl modificato tornerebbe alla Camera per essere approvato entro il termine dell’8 agosto.

Il piano prevede un pacchetto di emendamenti al decreto “omnibus” enti locali, che darà la prima spinta ai tagli sulla Sanità. Dopo il via libera tecnico-politico arrivato dal commissario alla revisione della spesa pubblica, Yoram Gutgeld, nell’intervista a Repubblica, si accelera così la ratifica del piano concordato dalla Conferenza Stato-Regioni del 2 luglio scorso.

Sul tavolo c’è un pacchetto di misure per 2,3 miliardi nel 2015, altrettanti nel 2016 e nel 2017. Importanti i provvedimenti che riguarderanno direttamente i cittadini. In primo luogo c’è il taglio delle prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali ed esami di laboratorio) non necessarie (nel linguaggio tecnico: “non appropriate”). Il ministero della Salute con un imminente decreto stilerà la lista delle situazioni e patologie dove analisi e approfondimenti sono necessari, se si è fuori della lista si pagherà di tasca propria. La norma prevede anche una stretta sui medici, perché il principio che ispira la razionalizzazione è che bisogna frenare il fenomeno della cosiddetta “medicina difensiva”: medici che per mettersi a riparo da eventuali vertenze giudiziarie, “elargiscono” con facilità analisi e controlli. Da oggi chi sbaglia subirà un taglio allo stipendio.

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