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Banco del Mutuo Soccorso, in coma il pianista Vittorio Nocenzi

Un’altra tegola per il Banco del Mutuo Soccorso. Una brutta notizia che arriva dall’ospedale San Luca di Vallo della Lucania dove Vittorio Nocenzi è stato ricoverato per una emorragia cerebrale. Il pianista, fondatore e anima del gruppo Progressive Rock romano è stato colto da un malore ed è stato subito trasportato in ospedale. Dalle ultime notizie pare che le sue condizioni siano leggermente migliorate, ma la preoccupazione è tanta.

LE ULTIME
Vittorio Nocenzi sta meglio, anche se non è ancora fuori pericolo, i medici comunque sono fiduciosi che si possa riprendere da solo, il problema che ha avuto è stato anche causato dalla pressione bassa e da altri problemi di salute. In questi momenti concitati le notizie si susseguono ma la speranza è che il musicista romano possa uscire indenne da questa brutta prova.

LA CORSA IN OSPEDALE
Dopo il malore, Vittorio Nocenzi è giunto presso il pronto soccorso del San Luca di Vallo della Lucania gia in coma. I medici di turno hanno fatto tutto quello che è stato possibile per metterlo in sicurezza e solo stamattina decideranno se intervenire chirurgicamente.

RISERBO DELLA FAMIGLIA
Nocenzi è originario di Marino, vicino Roma, ma si reca nel Cilento, a Pisciotta appunto, ormai da più di 26 anni. Secondo le prime informazioni durante il suo soggiorno, ha avuto un malore ed è stato portato all’ospedale. La famiglia si è stretta in un comprensibile riserbo.

COMA FARMACOLOGICO
I sanitari, per precauzione, lo hanno posto in coma farmacologico proprio a causa dell’emorragia cerebrale. Vittorio Nocenzi ha 64 anni e insieme al resto del gruppo è impegnato nel tour Un’idea che non puoi fermare, ma in questi giorni si stava riposando nel Cilento in preparazione dei prossimi concerti, il primo dei quali il 15 agosto a Boville Ernica, in provincia di Frosinone, e quello del 22 dello stesso mese allo Sferisterio di Macerata.
Ma proprio in questi ultimi giorni i live agostani erano stati annullati perchè il gruppo aveva deciso di registrare un album in studio.
La notizia, che si è subito propagata sui social, sta tenendo in apprensione migliaia di fan.

A MAGGIO LA NUOVA FORMAZIONE
A maggio scorso lo stesso NOcenzi, nel corso di una conferenza stampa, aveva presentato la nuova formazione del Banco: Maurizio Solieri, John De Leo, Giacomo Volo, Margary Signorino, Rodolfo Maltese, Tiziano Ricci, Filippo Marcheggiani, Nicola Di Già, Arnaldo Vacca, Vito Sardo, Andrea Priola e Stefano
La famiglia si era allargata, e a un anno dalla morte della voce storica, Francesco Di Giacomo, la band Progressive italiana ha voluto guardare avanti.

NEL RICORDO DI FRANCESCO
«Manca una persona insostituibile -aveva ammesso il fondatore della band-. Dopo il disco dell’anno scorso (‘Un’idea che non puoi fermare’) e il concerto di al Gran Teatro a Roma, che è stato anche un omaggio a Francesco, dovevamo scegliere se fermarci o proseguire. La passione che ci ha dimostrato il pubblico ci ha convinto ad andare avanti. E ora eccoci pronti a esplorare nuove vie».

Negli anni ’70 erano l’avanguardia, ma attualmente, le note del Banco, possono essere considerate una sorta di musica classica.

Lontani i tempi dei concerti all’aperto in cui si socializzava, si ascoltava la musica ma, contemporaneamente, si faceva anche politica.

LA BAND IN VERSIONE 2.0
Ma cosa avrà mai da dire ora, ai ragazzi del XXI secolo, il Banco del Mutuo Soccorso ?
«Abbiamo creato una formazione apparentemente incongrua -sono ancora le parole di Nocenzi-, ma questi nuovi elementi provocheranno una reazione a catena, come nel processo atomico. A convincerci a continuare, oltre al successo del concerto del 6 dicembre scorso, è stato soprattutto l’utimo disco (Un’idea che non puoi fermare, ndr)».

«IO SCELGO IL MIO DESTINO»
E ancora su Di Giacomo: «Dopo la perdita di mia madre, la morte di Francesco è stato il più grande dispiacere della mia vita. La sua morte ha interrotto il sogno di una vita. Stavamo scrivendo insieme le prime battute dell’Orlando Furioso; lui i testi, io e mio figlio la musica….Un’opera che presenteremo il prossimo anno. Comunque -continua- finchè campo voglio scegliere io quello che voglio fare e non voglio fare scegliere al destino. Anche per questo motivo il Banco non poteva fermarsi, doveva proseguire».
«Sta’ storia non poteva fermarsi -aveva concluso Nocenzi- doveva avere ancora un cammino da percorrere. Io e gli altri siamo pronti».

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