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Padoan: “Rinnovare Cda con la legge Gasparri”. E sulla riforma Rai è scontro in Senato

Procedere al rinnovo del Cda della Rai con la legge Gasparri, senza aspettare la riforma all’esame del Parlamento. E’ l’indicazione fornita dal governo alla Commissione Commissione di vigilanza della Rai presieduta dal pentastellato Roberto Fico. All’organismo è arrivata una missiva del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in cui si sollecitano i componenti della Commissione stessa a procedere “quanto prima” in tale direzione.

Più tardi, il sottosegretario alla Telecomunicazioni Antonello Giacomelli ha spiegato in Aula al Senato che la scelta indicata da Padoan è stata presa perché sui tempi di approvazione del nuovo assetto di viale Mazzini il Parlamento stava procedendo a rilento. Un “rapido passaggio” della riforma Rai “alla Camera non è nei fatti”, ha argomentato Giacomelli, e “un lungo periodo di prorogatio” del cda Rai genererebbe “immobilismo, per l’azienda un costo inaccettabile” e “in contraddizione con la volontà di migliorare la Rai”. “Avevamo solo due scenari davanti – ha quindi concluso il sottosegretario -: o adottare ora in ritardo la strada di un decreto, magari prendendo il testo del Senato, oppure sbloccare la procedura per il rinnovo (del cda, ndr) con le norme attuali, prevedendo una norma transitoria”.

“Sono a chiederle – si legge nella lettera di Padoan alla Commissione di Vigilanza – di voler cominciare le designazioni di spettanza della commissione al fine di procedere quanto prima al rinnovo dell’organo amministrativo della societa”. Di fatto, si chiede di procedere secondo la legge Gasparri. Nella lettera Padoan ricorda che “con l’approvazione il 25 maggio scorso del bilancio Rai dell’esercizio 2014 è venuto a scadenza il mandato del consiglio di amministrazione nominato nel 2012. Come a lei noto – prosegue il ministro – l’attuale normativa di riferimento prevede che il Consiglio di amministrazione della società sia composto di nove membri nominati dall’assemblea di cui sette designati dalla commissione da lei presieduta”.

Padoan ricorda inoltre che “come noto i consiglieri di amministrazione Rai devono possedere specifici requisiti indicati dalla normativa di riferimento e dallo statuto e sono rieleggibili una sola volta”. Proprio in relazione a questo, la richiesta “di voler cominciare le designazioni di spettanza della commissione al fine di procedere quanto prima al rinnovo dell’organo amministrativo della società”.

Sollecitazione che arriva proprio alla vigilia del dibattito sulla riforma della Rai, approdata nel pomeriggio al Senato e che nelle intenzioni del governo dovrà essere approvata entro venerdì 31 luglio. Deadline confermata anche dalla conferenza dei capigruppo convocata dal presidente Grasso su richiesta della capogruppo di Sel, Loredana De Petris, dopo l’intervento di Giacomelli, per rivedere i tempi dell’iter della riforma, alla luce della lettera di Padoan. Alla richiesta di De Petris si era aggiunta la posizione favorevole del capogruppo di FI, Paolo Romani, che dopo la conferenza annuncia ostruzionismo da Forza Italia, contro la decisione di lasciare il termine per l’esame della riforma Rai al 31 luglio e contro due nuovi emendamenti presentati dal governo, all’art. 1 E 5 del ddl. “Domani alle 9.30, quando scade il termine per i subemendamenti, noi ne presenteremo almeno 500. Finché non c’è chiarezza non siamo disposti a continuare la discussione su questo provvedimento”.

In aula al Senato, due senatori membri della vigilanza, Alberto Airola (M5s) e Jonny Crosio (ln) hanno annunciato che la Commissione potrebbe essere convocata già all’inizio della settimana prossima per la designazione dei 7 membri di competenza per il rinnovo del Cda Rai. Airola ha anche sottolineato che da parte dei “membri del Pd della Camera c’è stata una pressione affiché la riunione della vigilanza sia convocata quanto prima, martedì o mercoledì”.

Dura invece la reazione dei deputati 5 stelle della Commissione di Vigilanza Rai alla lettera di Padoan. “La richiesta del ministro di procedere al rinnovo del consiglio di amministrazione dimostra che la riforma della governance del governo è un bluff”, affermano in una nota. “La verità – sostengono i portavoce M5s – è che Gasparri e Renzi sono d’accordo nel disegno gattopardesco di cambiare tutto perché nulla cambi. I cittadini avranno un’azienda pubblica radiotelevisiva come un mostro a due teste: il cda lottizzato dai partiti che vogliono Forza Italia e le paccottiglie centriste, e l’amministratore delegato con i super poteri che vuole il presidente del Consiglio. Lo stesso Renzi intanto umilia i suoi senatori e il relatore del provvedimento, e con questi il Parlamento tutto”.

Il presidente della Commissione Roberto Fico rincara su Facebook: “Governo e maggioranza vogliono nominare i nuovi vertici della Rai con la legge Gasparri. Dopo aver dichiarato di volerla cambiare, dopo aver messo il Parlamento nella condizione di non poter approvare in tempo utile una buona riforma (il governo infatti ha paralizzato le commissioni imponendo di attendere il suo ddl, quando sia alla Camera sia al Senato tutte le forze politiche avevano già depositato delle proposte di legge), dopo non essere stati neanche in grado di presentare un testo accettabile, ci fanno ritornare al punto di partenza. E hanno generato un caos incredibile: una riforma ancora in corso di esame, il cda scaduto e un’azienda impossibilitata a programmare”. “Dimenticate le belle parole di Renzi sul futuro della tv pubblica – attacca ancora Fico – l’obiettivo è uno solo: spartire e occupare il ‘territorio’ Rai. Lottizzare, in una parola”.

Rammarico, invece, dal vicepresidente della Commissione di vigilanza, il senatore dem Francesco Verducci: “Fino all’ultimo abbiamo provato a rendere compatibile la via parlamentare con il rinnovo del Cda con una nuova legge. Ma i tempi parlamentari si sono allungati, e una prorogatio troppo lunga di un Cda Rai già scaduto potrebbe nuocere all’Azienda. E sarebbe grave se accadesse”.

Critici Fnsi e Usigrai, che in una nota congiunta sentenziano: “Rai, non è la volta buona”. “Il governo – si legge – ha avviato le procedure per la nomina del Cda secondo le norme della legge Gasparri. Ancora una volta, dunque, le mani dei partiti e del governo si allungano sulla Rai Servizio Pubblico. Siamo alla farsa perfetta: si annuncia in grande stile ‘toglieremo la Rai ai partiti e la restituiremo ai cittadini’, poi si presenta un disegno di legge che invece rafforza il ruolo del governo, e infine si annuncia la tradizionale spartizione lottizzatoria con la legge Gasparri”. “Altro che restituire la Rai ai cittadini – conclude la nota -: a questo governo, in perfetta continuità con i precedenti, interessa solo mettere le mani sulle poltrone di Viale Mazzini

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