| categoria: sanità Lazio

Zingaretti cambia le carte in tavola, Ifo e Spallanzani tornano divisi. Due manager, uno sarà la Mastrobuono (oggi a Frosinone)

Il governatore Zingaretti e i suoi collaboratori capiscono poco di politica sanitaria e producono periodicamente degli strafalcioni in questo quadrante, ma in quanto a spregiudicatezza non sono secondi a nessuno. Sulla scacchiera ci sono una serie di problemi, alcuni di carattere locale, altri di respiro più generale. Se serve la scacchiera può essere rovesciata, le pedine spostate, nessun problema. C’erano una volta due Irccs con una solida tradizione e con grandi credibilità, Ifo e Spallanzani. Indipendenti da tutti i punti di vista, sullo scacchiere e quanto a mission aziendale. Ma problemi di logica di potere, di uomini, di problemi complessi all’interno dei due ospedali hanno convinto a un certo punto Zingaretti a mettere in campo una soluzione ai limiti dell’assurdo: una fusione forzata, un’unica terna dirigenziale. Risparmi? Sulla carta. Polemiche, reazioni, levate di scudi? A valanga. Ma la scelta andava difesa, anche contro la legge, che di fatto non consente questo accorpamento, anche solo sul piano amministrativo. Un problema da risolvere. Congelato. Prendiamo in esame ora un’altra situazione delicata, la sanità del Frusinate. C’è un manager “muscolare” e competente alla Asl di Frosinone, Isabella Mastrobuono. Si dà da fare, disfa, ricompone, riorganizza, sfida un mondo ostile, l’opposizione di centro destra, le amministrazioni locali le fanno una guerra senza quartiere. La Mastrobuono compie un vero miracolo, apre a tempo di record la Rems (struttura per gli ex detenuti degli Opg) a Pontecorvo. Un gioiello, funziona, ma non ne parla nessuno. Sono fuochi d’artificio, da quelle parti. E Zingaretti dopo aver provato una difesa del direttore generale da lui scelto, si trova in difficoltà, rischia di perdere troppi consensi. E allora doppio salto mortale – lo ha dichiarato lui, non è una illazione – via la Mastrobuono da Frosinone. Mandiamola a governare lo Spallanzani, anzi. Ridividiamo i due Irccs, che tanto non stavano bene insieme e rimettiamo due direttori generali. Il governatore smentisce se stesso? E allora, dov’è il problema? Se serve si cambia. Sarà la soluzione migliore? Lo dirà il tempo, intanto si sgonfiano due problemi con un colpo solo. E i riflessi, i contraccolpi sul territorio e sulle due strutture? Pazienza, si ricomincia da capo con spirito diverso. Si è deligittimato un ruolo, un potere, un manager? Si mette in confusione uomini e strutture di due Irccs complessi e complicati? Pazienza un’altra volta. I pazienti? Ma quando mai sono stati un problema?
Per completezza di informazione pubblichiamo la dichiarazione di Zingaretti sull’argomento che abbiamo appena cercato di raccontare. Ognuno giudichi da sè

«Abbiamo deciso di rivedere la governance degli Ircss attualmente amministrati da un Commissario unico e abbiamo scelto di nominare due direttori generali, uno per lo Spallanzani e uno per l’Ifo. Per questo per guidare l’Istituto nazionale malattie infettive ho richiesto la disponibilità alla dott.ssa Isabella Mastrobuono, in considerazione del suo curriculum e della sua esperienza professionale, ricordando anche il suo passato di allieva del prof. Guzzanti, padre putativo dell’Istituto. Lo Spallanzani rappresenta per il Lazio e tutta la sanità nazionale un centro di prima eccellenza, dimostrato anche dal contrasto al virus ebola e alla prossima attivazione del più importante reparto di alto contenimento batteriologico in ambito europeo. Ringrazio la dott.ssa Mastrobuono per l’ottimo lavoro che sta svolgendo nella Asl di Frosinone e che continuerà fino alla nomina presso lo Spallanzani. Questo passaggio potrà avvenire dopo la modifica ai Programmi Operativi, raccogliendo anche le indicazioni del Ministero della Salute circa la necessità di mantenere separate le governance degli IRCSS pur con linee comuni di attività così come individuate dai recenti atti aziendali». Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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