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Londra e Parigi alla Ue, Calais non è solo un nostro problema

La drammatica situazione dei migranti a Calais non riguarda solo la Francia e La Gran Bretagna ma è una «crisi mondiale» ed una priorità a livello «europeo ed internazionale». Dopo la tensione dei giorni scorsi Londra e Parigi uniscono le forze e rivolgono un appello agli altri paesi membri dell’Ue affinché diano il loro aiuto per affrontare «alla radice» un’emergenza diventata quasi insostenibile. E lo fanno con una lunga lettera pubblicata sull’edizione domenicale del prestigioso quotidiano britannico Telegraph e firmata dai due ministri degli Interni, Theresa May e Bernard Cazeneuve. «Ciò che ci troviamo davanti è una crisi migratoria mondiale», scrivono in quello che il giornale definisce un «drammatico articolo» intitolato ‘I migranti pensano che le nostre strade siano lastricate d’oro’, «questa situazione non può essere vista come una questione che riguarda solo due paesi. È una priorità a livello europeo e internazionale». E poi l’appello agli altri paesi dell’Ue, che è sì una richiesta d’aiuto ma anche un invito a fare di più e una sorta di richiamo a quegli stati che non sono riusciti a fermare i migranti. «Molti di coloro che si trovano a Calais e cercano di attraversare la Manica sono passati attraverso l’Italia, la Grecia e altri Paesi. Per questo chiediamo con forza agli altri stati membri, e a tutta l’Ue, di affrontare il problema alla radice». Quindi i due ministri sottolineano la differenza tra quei migranti che fuggono dalle guerre e quanti si mettono in viaggio in cerca di lavoro. «L’Europa darà sempre protezione a chi veramente scappa dai conflitti e dalle persecuzioni. Tuttavia, dobbiamo rompere il nesso che c’è tra le traversate del Mediterraneo e lo stabilirsi in Europa per ragioni economiche. Al momento, insieme, stiamo rimpatriando 200 migranti al giorno che non hanno il diritto di asilo». May e Cazeneuve spiegano infine qual è, secondo loro, la «strategia a lungo termine» per risolvere il problema: «ridurre il numero di migranti che partono dall’Africa», smantellando le reti di trafficanti e scafisti attraverso la collaborazione tra servizi di intelligence europei. «Molti vedono l’Europa, e la Gran Bretagna in particolare, come un luogo che offre possibilità di guadagno. Ma le nostre strade non sono lastricate d’oro», si conclude la lettera. Intanto, sul campo, sono continuati i tentativi di infiltrazione nell’Eurotunnel e solo la scorsa notte sono stati circa 300 i migranti che hanno sfidato controlli e barriere di sicurezza. Nel Regno Unito la crisi è diventata occasione per attaccare il governo di David Cameron. A sferrare il colpo è il tabloid Daily Mail, che in un articolo sul suo sito denuncia la presenza negli hotel del Lancashire di «centinaia» di immigrati illegali arrivati da Calais. «I clandestini che sono riusciti a intrufolarsi in Gran Bretagna attraverso l’Eurotunnel», scrive il giornale, «vengono accolti in alberghi con piscine e palestra, ricevono tre pasti caldi al giorno e 35 sterline alla settimana». Uno «scandalo» dovuto al sovraffollamento dei centri d’accoglienza che «dimostra chiaramente che i ministri hanno perso il controllo». La storia è corredata da un’intervista, con tanto di foto in albergo, a due immigrati del Sud Sudan, Adam e Mohamed. Ospitati dal Best Western Park Hall, i due giovani alloggiano in una stanza da 70 sterline a notte (circa 100 euro) e «possono usufruire della spa e della Jacuzzi». Il tutto, sottolinea il tabloid, «a spese dei contribuenti e in barba a quei cittadini del Regno che per stare in un hotel pagano». E che, secondo il Mail, hanno manifestato la loro rabbia sul sito Tripadvisor mettendo in guardia futuri turisti che «alberghi e spa di lusso sono state trasformate in campi profughi».

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