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MUSICA/ The Sun, la fede a suon di rock

Terzo capitolo discografico per la band vicentina The Sun, alle prese con un cammino di fede a ritmo rock. Il nuovo album firmato dal gruppo di Francesco Lorenzi, Gianluca Menegozzo, Matteo Reghelin e Riccardo Rossi s’intitola ‘Cuore apertò. «È un lavoro nato dall’esigenza di dire cose più intime – ha spiegato il cantante Francesco Lorenzi, che scrive anche i testi – collegate ad un preciso modo di vivere con gratitudine, fiducia ed entusiasmo attraverso le scelte di tutti i giorni. Parliamo di un modo di amare concreto, non solo fatto di parole». Il gruppo, nato come Sun Eats Hour, già uno dei nomi di riferimento del panorama punk rock tutto italiano, ha cambiato stile e obiettivi dopo una crisi interna alla band e all’avvicinamento alla religione cristiana che a partire dal cantante ha ‘contagiatò anche tutti gli altri. «Alla base di tutto c’è un cammino di fede che dura da tanti anni – racconta Lorenzi – e che è anche un vero percorso di vita che abbiamo intrapreso insieme. Nella nostra esperienza musicale abbiamo avuto la grande fortuna di vivere tante situazioni e capire anche sulla nostra pelle la portata delle scelte sbagliate. Grazie a Dio abbiamo avuto la forza e la fortuna di tirarci fuori da certe situazioni molto usuali nella musica alternativa». Un album, il nuovo ‘A cuore apertò, che affronta il tema degli incontri e delle relazioni declinati in vari modi. «L’amore si vive all’interno di una relazione – spiega sempre il cantante dei The Sun – che è prima di tutto con noi stessi, con la propria anima. Poi con l’altro che può essere il partner, un familiare o una persona che non conosciamo ancora ma che incontriamo sul nostro cammino. Abbiamo fatto tanti incontri in giro per il mondo e abbiamo realizzato la consapevolezza che siamo tutti figli dello stesso padre, quindi fratelli». Valori universali e religione, che i The Sun abbinano alle note del rock melodico e ai suoi derivati. «È un processo di scrittura che ci viene naturale – commenta Lorenzi – perchè anche se parliamo di grandi valori lo facciamo attraverso il racconto della quotidianità. Quando scrivo solitamente faccio ascoltare le mie canzoni ad altri e se capisco che portano sollievo non solo a me allora procedo con i lavori». Il nuovo album è stato interamente prodotto dalla band, dopo le precedenti esperienze con una major discografica. «Volevamo fare un album più comunicativo e che non fosse solo un supporto materiale – ha detto Lorenzi – e con una major puoi farlo solo se ti chiami Jovanotti». Il primo singolo estratto dall’album è ‘Le case di Mosul’ e racconta la drammatica vicenda di un professore universitario musulmano, decapitato dall’Isis per aver difeso i diritti dei cristiani.

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