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Atletica leggera, storico Tamberi: nuovo record italiano a 2,37

Giornata storica per il salto in alto italiano. Gianmarco Tamberi compie una impresa straordinaria, ritoccando per ben due volte il record italiano e portandolo alla misura di 2,37. Il tutto al meeting tedesco di Eberstadt: migliorato il record italiano assoluto che fino ad oggi deteneva in comproprietà a quota 2,34 insieme a Marco Fassinotti (2,30 nella circostanza per il torinese dell’Aeronautica). Il marchigiano ha prima superato 2,35 alla terza prova e poi subito 2,37. Questa la progressione completa del saltatore delle Fiamme Gialle: 2,20/1, 2,24/-, 2,27/1, 2,30/3, 2,33/1, 2,35/3, 2,37/1. Tamberi, in evidente stato di grazia, ha poi affrontato l’asticella a 2,39, senza fortuna, ma con un buono spunto al terzo tentativo. All’azzurro il record italiano non è comunque bastato per vincere la gara, appannaggio del bronzo olimpico Derek Drouin: stessa misura dell’azzurro (2,37), ma con alle spalle una progressione senza errori. Con 2,37 Tamberi si colloca attualmente al terzo posto delle liste mondiali stagionali e al primo di quelle europee al pari dell’iridato Bohdan Bondarenko.

“Una misura del genere è qualcosa di straordinario, ma dentro di me quest’anno più di una volta avevo sentito di poterla valere. E quando dico questo ho davanti agli occhi non tanto il 2,34 di Colonia, ma il 2,28 di Buhl (28 giugno, ndr) dove ero andato veramente di tanto sopra l’asticella”, è il primo commento di Tamberi. L’azzurro come sempre si è fatto notare in pedana non solo per i suoi salti, ma anche per il suo bizzaro look #halfshave, ormai un hashtag di riferimento per i suoi tifosi anche sui social network. “L’atmosfera – racconta il saltatore “mezza-barba” – era super! Mi piace coinvolgere la gente, loro si divertono e mi diverto anche io. Sono arrivato ad Eberstadt dopo due gare (Londra e Stoccolma, ndr) sotto la pioggia dove ho comunque superato 2,28 e 2,29. Praticamente il mio personal best “under the rain” e considerato che il mio è un salto che si basa molto sulla velocità d’entrata, ne sono uscito molto soddisfatto anche perchè per due volte sono salito sul podio in Diamond League”.

L’azzurro, come noto, è figlio d’arte. Suo padre Marco che è anche il suo allenatore, è stato recordman e azzurro dell’alto a Mosca 1980. Il nonno Bruno saltava 1,86 nel 1939 e il fratello Gianluca ha il primato nazionale under 23 del giavellotto. Ora per lui, a tre settimane dai Mondiali di Pechino (22-30 agosto),

si aprono nuovi scenari: “Ora un paio di giorni di relax e poi giù a testa bassa fino a Pechino. Fare ai Mondiali quello che ho fatto qui potrebbe significare qualcosa di molto importante. Devo solo trovare la giusta stabilità e non portarmi dietro troppi errori. Oggi la terza prova a 2,39, non male perchè affrontata più di tecnica, era il mio tredicesimo salto in gara. L’adrenalina era a 2000, forse un po’ meno le energie”.

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