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Viaggio di un migrante su Instagram commuove il mondo. Ma è uno spot recitato

Ha commosso i media di mezzo mondo, ma il «viaggio della speranza» dal Senegal alla Spagna di un giovane ‘migrante’ era solo lo spot di una mostra di fotografie organizzata nei Paesi Baschi e dedicata, appunto, al tema del viaggio. A scoprire la verità, dopo che le immagini avevano fatto il giro del web, è stato un giornalista del quotidiano spagnolo El Pais che dopo aver letto la notizia sul sito britannico dell’Huffington Post si era insospettito per gli hashtag «troppo occidentali» usati dal 22enne come #bigday, #smile, #instagood, #travelgram, #justdoit. E soprattutto #getxophoto, che è il nome della mostra che si terrà nella città basca di Getxo dal 3 settembre. Sulla pagina Facebook degli organizzatori dell’esibizione in effetti il reportage del presunto migrante è pubblicato in forma di video sotto alla scritta: «I nuovi viaggiatori che non hanno scelto di essere sfollati, ecco lo spot per Getxophoto». Il protagonista, che si presentava come il senegalese Abdou, è in realtà un giocatore spagnolo di pallamano e si chiama Hagi Toure. La storia era effettivamente ben costruita e cominciava con la foto dell’ «ultimo pasto» cucinato dalla mamma in Senegal. Il diario proseguiva poi con le immagini di camminate in mezzo al deserto «senza nulla da mangiare» accompagnate da frasi piene di speranza. «Oggi inizia il mio sogno. Comincia il mio viaggio in Europa per un futuro migliore per me e la mia famiglia. Sono pronto a tutto. Sono pronto a nuove esperienza», scriveva il finto migrante. Le foto mostravano anche Hagi in fuga a bordo di un camion e la traversata in mare su una barchetta gonfiabile a remi nonostante, dichiarava, «avessi pagato migliaia di euro» agli scafisti per salire su un’imbarcazione più grande. «L’unico modo per partire è una barca a remi gonfiabile, sono molto spaventato», scriveva. Nell’ultima immagine postata Abdou sorrideva e dietro di lui due compagni di viaggio si abbracciavano stremati sulla spiaggia. «Stanchi ma felici», scriveva, «è stato un viaggio pericoloso. Finalmente abbiamo raggiunto la terra delle opportunità», si chiudeva il finto racconto. Naturalmente neanche i luoghi sono veramente quelli indicati nei post. Il video, rivela El Pais, è stato girato in Catalogna con attori improvvisati. Interpellati dal cronista i produttori della campagna si sono difesi dicendo che l’obiettivo dello spot era proprio quello di «giocare il tipico atteggiamento occidentale di farsi selfie in ogni momento e denunciarne la leggerezza». Non solo, gli hashtag sono stati scelti «appositamente perché in contrasto con le immagini».

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