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Migranti, Frontex: costretti a ricorrere a privati, Stati Ue non contribuiscono

Migranti, Frontex: costretti a ricorrere a privati, Stati Ue non contribuiscono

Frontex non riceve più collaborazione dall'Europa

I fenomeni migratori verso l’Europa sono da lungo tempo al centro del dibattito politico, se non dello scontro, nel nostro Paese come nella maggior parte delle nazioni europee che affacciano sul Mediterraneo. Ogni giorni centinaia di persone tentano la traversata dal Nord Africa e oltre duemila di loro, dall’inizio dell’anno, hanno perso la vita nel corso del viaggio, contribuendo a trasformare il nostro mare in una gigantesca fossa comune.

A livello politico la questione diventa prioritaria ogni volta che si verifica una delle tante tragedie del mare, ma rapidamente il problema torna ad essere strumento di propaganda per le formazioni che fanno della lotta all’immigrazione la loro bandiera, più che argomento di confronto alla ricerca di una soluzione.

Ne è l’esempio il caso di Frontex, l’agenzia europea creata con lo scopo di coordinare il pattugliamento delle frontiere esterne della Ue, che secondo quanto riporta l’emittente spagnola Cadena Ser sarà costretta ad affidarsi a uomini e mezzi privati per svolgere la propria funzione, dato che i Paesi Ue non stanno mettendo a disposizione uomini, imbarcazioni e velivoli sufficienti. Il problema, segnalano alla radio spagnola fonti interne a Frontex, non sono le risorse economiche ma la risposta ampiamente insufficiente alla richiesta di risorse umane e tecnologiche. Secondo le fonti consultate “dal punto di vista delle risorse umane siamo solo al 12% di quanto richiesto, mentre per quello che riguarda i mezzi non andiamo oltre il 13%. Se poi facciamo riferimento al numero di giornate lavorative in cui questi mezzi ci vengono messi a disposizione la situazione è addirittura peggiore perché non arriviamo a coprire neanche il 5% delle necessità”.

Di fronte a questi numeri risulta chiaro come Fronte sia costretta a ricorrere a mezzi e uomini provenienti dal settore privato: da settembre saranno loro ad affiancare i nostri militari nello sforzo di controllare le acque del Mediterraneo. Al momento, spiegano da Frontex, sono quattro le imprese che hanno partecipato ai bandi e che metteranno a disposizione aerei ed elicotteri per il servizio di controllo.

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