| categoria: sanità

Sanità, dal M5S “contromanovra” alternativa ai tagli lineari

«Nel 10% dei casi i nuovi trattamenti contro l’epatite C non funzionano. Considerando che il ministero della Salute ha stanziato un miliardo per acquistarli, introdurre il principio costo-efficacia sui farmaci innovativi farebbe rientrare nelle casse pubbliche almeno 100 milioni». È una delle proposte della contromanovra sulla sanità del Movimento 5 Stelle, spiegata oggi in conferenza stampa a Montecitorio da Giulia Grillo, membro della Commissione Affari Sociali della Camera. «Invece di proseguire con tagli lineari – aggiunge – si potrebbe iniziare a risparmiare sui 94 miliardi per spese dovute all’inquinamento, che in Italia, secondo l’Oms, provocano 33.000 morti l’anno». Frutto di uno «smantellamento costante ma inesorabile», dal 2008 al 2014 la sanità pubblica ha subito tagli per 17,5 miliardi, cui si aggiungono 2,35 miliardi del Dl Enti Locali. «Tagli lineari che nascondono una volontà di privatizzazione. Perché più aumentano i tagli più peggiorano i servizi e i cittadini rinunciano a utilizzarli o sono costretti a ricorrere al privato», commenta Massimo Baroni, componente della Commissione Affari Sociali. «Se ci fosse la volontà politica – sottolineano Giulia Grillo – questi tagli lineari potrebbero essere sostituiti da un’operazione di efficientamento che potrebbe far risparmiare quasi la stessa cifra prevista dal Dl Enti Locali». Tra le spese da aggredire, secondo la ‘ricetta pentastellata’, le oltre 50 mila auto blu e grigie per una spesa di 200 milioni, la corruzione che incide ancora per oltre 5 miliardi, la mancata applicazione del Patto Sanità Digitale, che avrebbe comportato risparmi per 7 miliardi. E ancora 600 milioni dalle liberalizzazioni dei farmaci di fascia C, 130 milioni dalla riduzione del 10% dei 13 miliardi dovuti alla medicina difensiva. Infine gare d’appalto efficienti con acquisti effettuati attraverso le negoziazioni della Consip (la Centrale acquisti della Pubblica amministrazione), consentirebbero un risparmio medio del 22% rispetto ai prezzi fuori convenzione. Molto si potrebbe fare, infine, investendo in prevenzione primaria. «Spendiamo – conclude Baroni – solo lo 0,8% della spesa sanitaria per non far ammalare le persone. Di questo, lo 0,6 in vaccini».

Ti potrebbero interessare anche:

Un infermiere su cinque aggredito a parole o fisicamente
Operazione Pangea, sequestrati 25 mila farmaci illegali
ETEROLOGA/Chiamparino, contro la giungla linee guida a tutte le regioni
Il 22 ospedali in "rosa", visite gratis per le donne
Schizofrenia. Non diagnosticati 2 casi su 3. Un film ed un corso per riconoscerla
CAOS VACCINI/Tar Lazio respinge istanza Codacons , in Sicilia non ci sarà alcuna proroga



wordpress stat