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Dopo Sky, Telecom firma una nuova alleanza nella pay tv con Mediaset

Dopo Sky, Telecom firma una nuova alleanza nella pay tv con Mediaset, alla ricerca di nuove sinergie industriali con il quadruple play. Intanto il gruppo si prepara a licenziare i conti dei 6mesi su cui pesa il rallentamento del Brasile. Da settembre tutta l’offerta «Premium online» andrà sulle reti ultrabroadband di Tim, 22 canali live, 6.000 contenuti on demand visibili su diversi dispositivi, comprese le partite della Champions League e delle squadre Premium di Serie A TIM anche in mobilità. Sarà necessario avere un collegamento in fibra ottica o ADSL, fruibile anche su rete mobile (3G e 4G) e questo – nelle attese dei due gruppi – rappresenterà un driver allo sviluppo dell’ultrabroadband. «Telecom prosegue il percorso strategico di alleanze con i più grandi operatori di contenuti nazionali e internazionali al fine di offrire ai nostri clienti le migliori produzioni televisive e incentivare l’utilizzo delle infrastrutture di connessione a banda larga e ultralarga che rappresentano il futuro non solo per il mercato dell’intrattenimento, ma anche per la crescita dell’economia del Paese» commenta l’a.d di Telecom, Marco Patuano, ricordando che il gruppo sull’ultrabroadband di Tim sta investendo 5 miliardi di euro. «Si tratta di un primo, importante, passo verso la creazione di un’auspicabile offerta triple/quadruple play che integri realmente contenuti e tecnologia. Un’innovazione in grado di cambiare anche in Italia l’esperienza dei consumatori, sia in termini di comodità ed efficienza del servizio sia di costo» aggiunge Marco Giordani, ad di Rti (Mediaset). Con uno sguardo invece ai conti Telecom in Brasile si mette alle spalle un trimestre difficile (ricavi -8,8% e utile -20,5%) mentre gli analisti prevedono per il gruppo ricavi consolidati a 5,046 miliardi di euro (-5,9%) e margine operativo in calo a 1,7 miliardi (-18,7%). Nel consensus raccolto tra le banche d’affari fa capolino poi una voce straordinaria, ‘one off’, che incide sui conti per 309 milioni di euro e corrisponde ad accantonamenti anche per vicende legali e regolamentari. Secondo i calcoli degli analisti le richieste danni avanzate nei confronti di Telecom ammonterebbero a circa 4 miliardi (sono 1,7 mld quelli chiesti da Fastweb, 1 miliardo quelli di Vodafone e 285 milioni quelli di Tiscali) e il gruppo, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, potrebbe studiare una riorganizzazione stile ‘open reach’ di Bt per indurre i concorrenti a ritirare le richieste. I rumors non trovano conferma e gli olo da parte loro, interpellati da analisti e gestori dei fondi, avrebbero escluso che una futura riorganizzazione possa avere alcun impatto su richieste danni avanzate su un periodo passato, dal 2009 al 2012.

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