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Rai, Renzi tratta con FI. Monica Maggioni verso la presidenza?

La direttrice di RaiNews24 Monica Maggioni verso la presidenza della Rai. A ridosso della riconvocazione dell’assemblea degli azionisti della tv pubblica, slittata al pomeriggio, sarebbe suo il nome su cui Pd e Forza Italia potrebbero convergere. Sono comunque ore decisive per chiudere la partita della Rai. Ieri la commissione parlamentare di Vigilanza su viale Mazzini ha votato (in attesa della riforma, ancora con le regole della legge Gasparri) i sette nomi di sua competenza per il Cda dell’azienda. Per completarlo mancano il presidente e un consigliere, indicati dal Governo (formalmente dal ministero dell’Economia), che dovrebbero essere designati oggi, nel corso di una giornata dedicata alle trattative tra i partiti per sciogliere il nodo dei vertici aziendali, cui è correlata anche la casella del direttore generale.
Rientrato dalla trasferta in Giappone il premier dovrebbe quindi mettere il sigillo a un’intesa della maggioranza con Forza Italia (o il M5S, ma è un’ipotesi residuale), necessaria perché per ratificare la nomina del presidente Rai occorre una maggioranza di due terzi in Vigilanza (27 voti, per i quali sarebbe sufficiente un accordo FI-Pd, anche se la tenuta dei dem è a rischio dopo la preferenza a De Bortoli espressa ieri da due rappresentati della minoranza in Vigilanza).

Sicura appare la scelta di una donna alla presidenza, anche per riequilibrare il Cda “magrissimo” dal punto di vista della parità di genere (con una sola donna, Rita Borioni, su sette membri eletti ieri dalla Vigilanza). In pista una terna di nomi, ma Maggioni potrebbe essere quella giusta, gradita anche a Berlusconi. Nata a Milano nel 1964, dal 1996 è assunta in Rai: per anni al Tg1, per il quale è stata inviata in molti angoli del pianeta (dal Mozambico al Sudafrica, da Israele ai tempi della seconda Intifada agli Stati Uniti per seguire le elezioni presidenziali che videro la vittoria di Bush, fino al Medioriente), dal 2013 dirige RaiNews24.

Per il ruolo di direttore generale in pole position da giorni il nome di Antonio Campo Dall’Orto (già manager di Mtv), che Renzi dal Giappone ha definito «uno tra i più interessanti innovatori della tv italiana». Un altro nome in lizza è quello di Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria.

Trovato l’accordo, la commissione di Vigilanza potrebbe quindi riunirsi già in serata per votare il nome chiamato a guidare la Tv di Stato (oltre a quello del Dg), dopo che l’assemblea degli azionisti della Tv di Stato (anche questa in programma oggi: convocata per le 10, è poi slittata al pomeriggio) avrà recepito la lista dei nove membri del nuovo Consiglio di amministrazione cui spetta, sempre in giornata, eleggere il presidente tra i suoi membri. In base all’articolo 29 dello Statuto Rai, il presidente Rai dovrebbe essere indicato dal Tesoro, mentre la nomina spetterebbe al Cda d’intesa con l’azionista.

Tra le ragioni che hanno costretto la riunione dell’assemblea degli azionisti Rai ci sarebbe anche la richiesta da parte dei revisori di verificare i titoli e i requisiti di tre dei sette consiglieri d’amministrazione dell’azienda nominati ieri dalla commissione di Vigilanza, e cioè Guelfo Guelfi, Carlo Freccero e Giancarlo Mazzucca. In un articolo pubblicato oggi sull’edizione on line l’Unità spiega infatti che «secondo la legge un lavoratore in pensione», e questo sarebbe il caso dei tre neo consiglieri, « non può assumere incarichi nelle società controllate dallo Stato». La via d’uscita potrebbe essere una norma della riforma della Pa appena approvata dal Parlamento, che permetterebbe ai pensionati di assumere incarichi a condizione che siano a titolo gratuito e per non più di un anno. Il quotidiano cita in particolare una circolare del ministro per la Semplificazione del 2014 in materia di “incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza”. Il divieto «riguarda gli incarichi di studio e di consulenza, incarichi dirigenziali o direttivi, cariche di governo nelle amministrative e negli enti e società controllati. Il divieto di conferimento incarichi a soggetti in quiescenza di incarichi e cariche, riguarda tutti i ruoli rilevanti al vertice delle amministrazioni».

In questo scenario, rimane sempre possibile un accordo del Pd con il M5S. «Noi diciamo a Renzi di fare un nome, il prima possibile, in modo da valutarlo», ha spiegato Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai in una intervista al Gr Rai parlando del candidato alla presidenza Rai. «Non ci credo tanto, chiaramente – ha aggiunto – ma un alto profilo, con la visione vera del servizio pubblico, libero dai partiti… Se fanno un nome di questo tipo, possiamo pensarci. Ma il nome neanche lo fanno». Critico invece il commento sui componenti del Cda eletti ieri, eccetto che per Freccero indicato dal M5S nonostante non sia un simpatizzante del Movimento: «I partiti invece di scegliere persone lontane da loro stessi, indipendenti e con comprovata esperienza rispetto al prodotto che la televisione fa, hanno scelto le persone più lontane possibile da questo. Ed è un assurdo. Se uno deve guidare un’azienda tu devi scegliere il meglio».

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