| categoria: economia

DIETRO I FATTI/ Banda ultralarga, tra risorse e problemi

Un piano da 12 miliardi di euro, 5 messi sul piatto dai privati e 7 garantiti dal pubblico. La vera novità sono i 2,2 miliardi di euro assegnati, con la delibera del Cipe, «a interventi di immediata attivazione in aree bianche» quelle definite ‘a fallimento di mercato’ e dove, fa notare l’ad di Telecom Marco Patuano «le Regioni stanno chiedendo a gran voce di fare quello che abbiamo fatto al Sud». Il piano Euro Sud si è mostrato un modello vincente che Telecom, che ha già sperimentato la collaborazione pubblico-privato partecipando (e vincendo) quei bandi, auspica si possa replicare al Centro Nord. Patuano ha ribadito che il contributo del Governo è comunque ulteriore rispetto ai 5 miliardi di euro messi a budget da Telecom nel piano industriale. «Investiremo comunque l’ammontare di cui abbiamo già parlato e se i risultati della fibra continuano così, il piano 2018 ci vedrà ancora ‘in spinta’ come nel 2015-2017» ha concluso Patuano. Ma la versione della delibera in entrata alla riunione del Cipe di ieri sera contiene un paletto che sembra in contrasto con un ipotetico piano ‘Euronord’. «Il Cipe assicura – si legge – che la dotazione complessiva del fondo sia impiegata per un importo non inferiore all’80% per interventi nelle Regioni Meridionali». Nelle aree bianche, è stato stimato, si trova il 35% della popolazione italiana mentre il 65% si trova in quelle nere o grigie. Si definiscono aree bianche NGA (Next Generation Access) le zone sprovviste di reti di nuova generazione e nelle quali è improbabile che, nei prossimi tre anni, investitori privati provvederanno a svilupparle e possono essere pertanto ammesse agli aiuti di Stato. Nelle aree grigie NGA è presente o sarà sviluppata nei tre anni successivi un’unica rete NGA e in cui nessun altro operatore ha in progetto di sviluppare una stessa rete nel medesimo arco temporale. Mentre in quelle nere sono presenti o saranno sviluppate nei prossimi tre anni almeno due reti NGA di operatori diversi. Il sostegno di Stato a una rete NGA supplementare, equivalente e finanziata con fondi pubblici in queste aree, rischia di provocare gravi distorsioni della concorrenza. In attesa che Infratel definisca la composizione delle aree nere, grigie e bianche è già stata stabilita la tabella di marcia. Il profilo temporale di impiego delle risorse prevede i primi 40 milioni già nel 2016. Nel 2017 e 2018 verranno impiegati 350 milioni all’anno; 400 milioni sono previsti nel 2019, e 450 milioni all’anno nei successivi due per arrivare nel 2022 a impiegare gli ultimi 160 milioni di euro

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