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BOX/ Nubifragio Calabria, la lotta del fiume con lo Jonio

Il fiume lotta con il mare: la forza della piena del Crati, causata dal nubifragio che si è abbattuto sulla costa della Calabria, si vede tutta alla sua foce quando tenta di entrare nel mar Jonio. E per almeno 200 metri ci riesce; mischia i detriti ammassati e tenuti insieme dal fango, raccolti lungo il suo percorso, con le acque saline. Le onde solitamente di schiuma bianca sono beige chiaro. La chiazza marrone di acqua dolce entra in mare e vira verso Corigliano Calabro e Rossano, seguendo il litorale in direzione sud. Questo lo scenario che ci si trova di fronte a Sibari in provincia di Cosenza, sulla costa dell’Alto Jonio calabrese, a pochi chilometri dai luoghi dell’alluvione. Gli stessi luoghi dove due anni fa un’altra alluvione aveva addirittura inondato gli scavi del parco archeologico del museo greco. Prima di arrivare alla foce del fiume, ora che il sole prova a farsi largo tra le nuvole, si vede tutto quello che il mare ha rigurgitato sulla riva. Sembra la spiaggia dei rifiuti dimenticati: ciabatte, termos per l’acqua, bottigliette di plastica e contenitori di shampoo e bagnoschiuma, lattine, vetro ma soprattutto tanto legno, piccoli pezzettini e tronchi giganteschi, in alcuni casi tenuti insieme in curiose forme quasi scultoree. E verso nord, a cinquecento metri, dove trovano spazio i lidi e gli ombrelloni, i turisti guardano il mare che sente ancora gli effetti del temporale e la spiaggia ristretta ad appena 30 metri, con un bagnasciuga a stento riconoscibile dal resto della spiaggia.

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