| categoria: Dall'interno

Camorra, in manette superlatitante Ammendola. Era al mare con la famiglia

Il 53enne Giuseppe Ammendola era al mare con la sua famiglia quando, questa mattina, è stato arrestato dai poliziotti delle Squadre Mobili di Napoli, Roma e del Servizio Centrale Operativo, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Al momento del blitz, il latitante ha provato a dileguarsi ma è stato immediatamente bloccato dai poliziotti, che l’hanno trovato in possesso di una carta d’identità ed una patente di guida false. L’uomo, soprannominato Pepp’ ò Guaglione, è una figura carismatica del clan camorristico Contini egemone nella zona «Vasto» di Napoli. Era inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi secondo il ministero dell’Interno. Dopo la cattura del capo indiscusso Eduardo Contini, arrestato dalla Polizia di Stato nel dicembre 2007 dopo un lungo periodo di latitanza, e dei «luogotenenti» Patrizio Bosti, catturato in Spagna nel 2008 e Paolo Di Mauro, catturato in Spagna nel 2010, Ammendola ha preso le redini dell’organizzazione criminale, diventando il punto di riferimento ed il gestore di fatto degli interessi illeciti del can che spaziano dal traffico di stupefacenti alle estorsioni ed al riciclaggio di ingenti somme di denaro. Il ricercato era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dall’Autorità Giudiziaria di Napoli a seguito di complesse indagini svolte dalla Direzione Distrettuale Antimafia e deve rispondere dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso e riciclaggio. Individuata dai poliziotti operanti in Via Colonia a Torvaianica anche l’abitazione che Ammendola utilizzava unitamente ai suoi familiari, che si erano spostati da Napoli per fargli visita, all’interno della quale è stata sequestrata la somma di 3500 euro in contanti, 2 telefoni cellulari ed un computer. Sequestrata anche l’autovettura Peugeot che il latitante utilizzava per i suoi spostamenti. Il clan camorristico Contini è alleato e legato da vincoli di parentela con i clan Mallardo e Licciardi, insieme ai quali ha formato il famigerato cartello meglio denominato «Alleanza di Secondiglianò con influenza nel capoluogo campano e nella provincia.

Ti potrebbero interessare anche:

VATICANO/Cei: Al via discussione su nomina presidente
CUCCHI/ Ilaria, ora inchiesta farsa della Procura, niente di deciso
False invalidità alla Asl4 di Chiavari, venti indagati
Furbetti del cartellino al Comune di Brindisi, due arresti
Gioco d’azzardo tra gli adolescenti: prevenire è meglio
Esami truccati per diventare prof: cinque docenti nei guai alla Sapienza?



wordpress stat