| categoria: politica

Renzi, tengo botta, noi ci siamo. Avanti con coraggio

Sulle riforme avanti comunque, con o senza Forza Italia, perchè questo paese deve uscire dalla palude e guardare avanti, al futuro, con «coraggio» e «entusiasmo»: è il messaggio che Matteo Renzi ha rilanciato nel suo blitz notturno alla festa dell’Unità di Castelgrande (Reggio Emilia) dove ha condotto una sorta di sondaggio volante per tastare il polso alla base Pd, «saggiarne» lo stato d’animo. Bilancio positivo stando a ciò che il premer ha scritto stamane su facebook: «Questa Italia ha voglia di futuro» e ha bisogno di iniezioni di «entusiasmo» e non di sterili dibattiti «autoreferenziali» senza alcun costrutto. Nessuna resa, dunque, nessuna intenzioni di farsi influenzare dagli uccelli del malaugurio che – è per il premier più di un sospetto – continuano a tirargliela. «Noi ci siamo», ha assicurato a chi ieri sera gli ripeteva «come un mantra» tieni botta. Tranquilli «tengo botta», vado avanti, anzi accelero. E ha tenuto botta anche oggi il premier, di fronte all’attacco delle opposizioni sui non del tutto esaltanti dati di crescita del Pil che ha registrato l’atteso risultato trimestrale dello 0,2%. Renzi dentro di sè forse sperava in qualcosa di meglio (nessun tweet, nessun commento ufficiale) ma ha letto comunque quel dato positivamente se non altro perchè «cambiaverso», segna un cambio di passo. Come ha sottolineato anche il Mef – «dopo 13 trimestri consecutivi di calo tendenziale abbiamo 2 trimestri di crescita». Certo si può fare di più ma la strada è tracciata. La via è quella giusta – come ha rimarcato la maggioranza Pd – e per Renzi è un incoraggiamento a proseguire e a realizzare quelle riforme strutturali, necessarie per uscire definitivamente dal tunnel. Una lotta contro il tempo che per Renzi in alcuni momenti sembra anche contro i mulini a vento quando gli attacchi salgono dall’interno dello stesso Pd come sta accadendo in questi giorni sulla riforma costituzionale. Ma Renzi va avanti e valuta le mosse da fare: così la mano è e resta tesa verso Forza Italia sulle riforme mentre con la minoranza Dem si è vicini alla rottura. Di certo, come ha detto chiaro e tondo Roberto Giachetti non c’è più da fidarsi degli «sfascisti» interni, degli «smacchiatori di giaguari». E infatti sta crescendo il fronte Pd dei dialoganti con gli azzurri («è meglio il patto con il diavolo-Cav», ha detto gli ha fatto eco Tonini).

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