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SIRIA/ La guerra dell’acqua, i ribelli minacciano il taglio delle forniture a Damasco

Ribelli islamisti, che controllano una sorgente essenziale per Damasco, minacciano di interrompere la fornitura di acqua alla capitale se le forze del regime e i miliziani sciiti di Hezbollah non porranno fine all’offensiva contro al-Zabadani, località strategica al confine tra Siria e Libano, una delle ultime roccaforti dei ribelli vicino alla frontiera con il Paese dei Cedri. Da inizio luglio l’area, con circa quattromila ribelli, è sotto assedio da parte dei lealisti. In un comunicato, come riporta l’agenzia di stampa Dpa, il Consiglio della Shura dei Mujahidin di Wadi Barada minaccia il taglio delle forniture di acqua a Damasco se «continueranno gli attacchi contro i nostri fratelli ad al-Zabadani». Dal febbraio 2012 i ribelli controllano la sorgente di Ain al-Fijeh, nella zona di Wadi Barada, a nordovest di Damasco. Secondo la Dpa, che cita informazioni fornite da abitanti della zona, è da qui che arriva nella capitale l’80% dell’acqua potabile. Gli attivisti accusano i ribelli di aver minato la zona intorno alla sorgente. Al-Zabadani si trova a circa 50 km a nord di Damasco, vicino all’autostrada che collega la capitale siriana a Beirut.

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