| categoria: In breve, Latina

SENZA PARERE/ Maurizio Guercio: il Pontino ha perso la speranza, serve voltare pagina, e in fretta

Intervista a Maurizio Guercio, leader di “Cambia Latina”
Già assessore alla Qualità Urbana con Zaccheo, candidato ambientalista alle Europee, l’architetto e designer si appresta a tornare in campo nella corsa elettorale per il capoluogo con un movimento di opinione che fa di un nuovo “modello” di cittadinanza attiva e responsabile. Fuori dalla vecchia logica dei partiti, in grado di rilanciare l’economia, di pianificare un marketing turistico di dare risposte chiare e immediate sulla salvaguardia del territorio. Lo ascolteranno? Queste comunque sono le sue idee

Di Giovanni Tagliapietra

Una lunga, campagna elettorale sta per aprirsi nel Pontino. In gioco c’è il controllo del secondo comune del Lazio, quello di Latina, oggi dal commissario dopo le dimissioni del sindaco Di Giorgi. E’ presto per parlare di liste, di candidati, di strategie, ma non è mai troppo presto per cercare di capire, per farsi una opinione propria. Una opinione su Maurizio Guercio, ad esempio, esponente della vecchia politica ( fu assessore alla Qualità Urbana con Zaccheo), di centro destra rientrato in scena alle Europee con il movimento politico “Green Italia” e poi rimasto a galleggiare nel mare della “società civile”, con Anima Latina, associazione di carattere squisitamente culturale: oggi valuta l’opportunità di tornare in campo, e in netto anticipo sui suoi competitors. Architetto, designer, esperto di marketing e comunicazione con una passione particolare per la politica ambientale Guercio mette sul tappeto un progetto di cambiamento. Nel capoluogo pontino Guercio guida “Cambia Latina”, punto di partenza per quello che l’architetto definisce “un grande movimento civico fatto di persone libere e nuove alla politica, attive e socialmente responsabili”. Lo abbiamo intervistato.

Il quadro politico pontino è deteriorato, il distacco della politica dalla città reale è enorme. Ci sono un vuoto di potere e insieme un intreccio di interessi perversi. Serve voltare pagina. Ma come?

Si, serve voltare pagina, per una città che sembra aver perso anche la speranza, è vitale cambiare. È necessaria una vera ed autentica “rivoluzione civica”, che unisca cittadine e cittadini di buona volontà, pronti a spendersi per la propria città. Un grande movimento civico fatto di persone libere e nuove alla politica, attive e socialmente responsabili, che credono nella rinascita culturale ed economica di Latina. Non ci interessa il passato, crediamo in un futuro di qualità, per noi è per la nostra comunità pontina; per questo vogliamo energie nuove, professionalità ed esperienza. Proporre una “Carta per Latina”, disporci all’ascolto, aperti al contributo di tutte quelle persone che ritengono giunta l’ora di non essere più passivi spettatori, ma interpreti attivi del nuovo.

Se il Pd fosse a livello locale più convinto vincerebbe a mani basse. I Grillini non hanno saputo incidere, il centrodestra targato Cusani ha solo saputo occupare (male) il potere, sostenendo un partito d’affari più che di idee. Chi si salva?

Non salvo nessuno! E non sono io a dirlo, ma la cronaca politica di questi ultimi quattro anni: una politica sciatta, inadeguata, irresponsabile. Alla diaspora della destra storica si somma l’incapacità della sinistra di essere incalzante e sopratutto “alternativa” al deleterio governo della città. Il voto amministrativo ai Grillini sarebbe solo un voto di velleitaria protesta, privo di contenuti. Concludono il panorama politico i sopravvissuti di “Forza Italia” e i marginali destri-centristi dell’NCD, un panorama oramai al tramonto per manifesta incapacità amministrativa.
C’è bisogno di nuovo, di un nuovo “modello Latina”. Chi e come potrebbe rappresentarlo?
La prima cosa in cui confidare è nella capacità dell’elettorato di saper discernere, unita alla volontà di fare pulizia. Scegliere, da persone libere, candidati liberi che sappiano fare dell’impegno politico un’esperienza di cittadinanza attiva e responsabile. Le “Tavole della Legge” a cui tendere e magari ritrovarsi, dovranno rappresentare un Programma Comune, essenziale e possibile, che indichi una “visione nuova” della Latina del terzo millennio. Ad oggi -credo- che solo un vasto fronte di movimenti civici risulterebbe la novità, la “politica partecipata” dove ritrovarsi per provare a cambiare la città.

Serve un piano. Che rilanci l’economia generale, che riapra un discorso di infrastrutture, che pianifichi una strategia di marketing turistico. La gente, le imprese, hanno bisogno di risposte chiare e subito. Dunque?

Serve un piano generale di gestione del territorio. Primo fra tutti il nuovo Piano Regolatore Urbanistico della città. Dal nuovo Piano discendono -secondo una rinnovata visione politica- tutte le scelte strategiche per la salvaguardia del territorio ad oggi selvaggiamente cementificato, la valorizzazione di aree di pregio ambientale e naturalistico, uno sviluppo industriale sostenibile, incentivare, sostenere e valorizzare tutto il comparto agricolo e zootecnico e l’intera filiera enogastronomica, concepire una visione di rete infrastrutturale di moderna mobilità, ed infine politiche turistico-culturali degne della seconda città del Lazio e del suo territorio.

Lei rappresenta una figura tipica di politico di ritorno. Si muove molto a livello locale, promuove iniziative. Ma si tiene lontano dalla politica parlata. Oggi che cosa è cambiato?

Ad altri giudicare che figura il sottoscritto ha rappresentato e rappresenta nel panorama politico della città, certamente sono un uomo libero intellettualmente. Ho vissuto il mio impegno amministrativo -come assessore alla “Qualità Urbana”- quale parentesi di un tempo dedicato al bene della mia città, e quando, per suicidio politico dell’allora PDL, sono venute a mancare le condizioni per proseguire, con una “lettera aperta” alla città, ho motivato la conclusione del mio impegno. Da allora, lontano dalla politica istituzionale e partitica, con alcuni amici, abbiamo dato vita nel 2011 ad “Anima Latina”, associazione culturale la cui “missione” è riuscire a suscitare, sopratutto nelle nuove generazioni, quel senso di appartenenza, identità e spirito di comunità che in una città giovanissima come Latina, va “costruito” come un mosaico di tessere diverse, quante sono state le prime comunità di bonificatori venuti in palude per la redenzione dell’Agro. “Anima Latina” ha svolto un ruolo culturale, ora è tempo di incidere anche politicamente, per questo è nata “Cambia Latina”, pietra angolare per la costruzione di un libero movimento civico teso a contribuire alla realizzazione di una città ordinata, pulita, sicura, solidale, legale, produttiva, culturale.

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