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Vaticano-Cina, nuovi segni di disgel. La Tvc dà un servizio sul Papa

Le parole di cordoglio del Papa per la tragedia a Tianjin non hanno lasciato indifferente Pechino e si registra un nuovo segnale di avvicinamento tra Cina e Vaticano. Ieri la Tv cinese ha infatti dedicato un servizio all’Angelus di Papa Francesco nel corso del quale aveva parlato della tragedia di Tianjin, esprimendo solidarietà e offrendo le sue preghiere per le vittime e i feriti. Il fatto che la Tv cinese abbia mostrato il Papa mentre pronunciava il suo messaggio dalla finestra del Palazzo Apostolico non è esattamente un evento usuale; anzi non si ricorda un precedente del genere. Le parole dell’Angelus di ieri del Papa sulla tragedia di Tianjin sono state riportate anche dal «South China Morning Post», giornale di Hong Kong. Ma quest’ultimo, più aperto e diretto alla comunità anglofona, si era talvolta occupato di questioni vaticane con riferimento in particolare proprio ai rapporti con la Cina. Il servizio televisivo sul Papa segue di pochi giorni i primi segnali di distensione tra il governo cinese e la Santa Sede dopo anni di attriti. In Cina sono infatti riprese le ordinazioni episcopali, che hanno sia il mandato papale che il riconoscimento delle autorità di Pechino. Un indice, dopo anni di «gelo», del possibile inizio di una nuova fase di dialogo. Il Vaticano di Papa Francesco continua a puntare a un riallacciamento del dialogo con la Cina, con cui non ha relazioni diplomatiche dal 1951. D’altronde segnali di distensione erano stati anche l’autorizzazione data sia ad agosto dello scorso anno che lo scorso gennaio al sorvolo del territorio cinese all’aereo papale diretto in Corea del Sud e poi nelle Filippine, autorizzazione che in passato era stata negata a Papa Wojtyla. Bergoglio aveva anche inviato in quelle occasioni, come fa di prassi con i Capi di Stato dei Paesi sorvolati, telegrammi al presidente Xi Jinping. Ma la situazione resta contraddittoria. Proprio alla vigilia di ferragosto Radio Vaticana riportava infatti l’appello del cardinale di Hong Kong, John Tong: di fronte alla demolizione illegale di migliaia di croci di chiese cattoliche e protestanti nella provincia di Zhejiang, ha chiesto al governo di aprire un’indagine e alle comunità del Paese di pregare e digiunare per la libertà religiosa in Cina e il rispetto della dignità di migliaia di fedeli.

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