| categoria: Cultura

DANZA/ Da Akram Khan a Lepage, Roma Europa Festival sulle punte

Akram Khan e Jan Fabre, Anne Teresa de Keersmaeker, Marie Chouinard, Russel Maliphan e Maguy Marin sono alcuni dei protagonisti della danza alla XXX edizione di Romaeuropa Festival, che apre il 23 settembre al Teatro Argentina con l’ultimo spettacolo firmato e interpretato da Robert Lepage, ‘887’. Pièce altamente tecnologica e rivoluzionaria, quella del maestro originario del Québec. Ripercorre, tra memoria individuale e collettiva (il titolo, ‘887’, corrisponde al numero civico di rue Murray, dove l’artista viveva da bambino) gli anni della rivolta del Québec francofono contro il Canada anglofono. Quella ‘révolution tranquille’ che portò, dopo qualche tempo, all’autonomia della provincia canadese.
Attesa nella capitale, sempre all’Argentina, il 29 settembre, Maguy Marin, una delle grandi madri del teatro di danza contemporaneo con uno dei suoi capolavori, ‘May B’, un classico del ‘900 dal profumo beckettiano. Con il volto coperto di biacca, 10 danzatori tentano di comunicare tra loro, ma invano. Vivere insieme è impossibile. Ma la solitudine è altrettanto intollerabile, insopportabile. Lo spettacolo, creato su musiche di Schubert e Gavin Bryars, è nel repertorio della compagnia da oltre 35 anni ed ha al suo attivo più di 700 repliche. Anne Teresa de Keersmaeker porterà a Romaeuropa Festival (direttore generale Fabrizio Grifasi, presidente, Monique Veaute) la sua ultima produzione, ‘Vortex Temporum’, il 2 ottobre al Teatro Argentina, composta su musiche di Gerard Grisey, e ‘Verklarte Nacht’, il 4 ottobre al Teatro Argentina, coreografata sull’omonimo brano di Arnold Schonberg, nata nel 1995 per 14 danzatori e oggi completamente reinventato per tre interpreti.’Conceal-Reveal’, il 6 ottobre al Teatro Argentina, festeggia la ventennale collaborazione tra Russel Maliphant e il suo light designer Michael Hulls. In scena la sua compagnia in un percorso ‘autoriale’ che fonde linguaggi diversi. Dal classico alla ‘contact improvisation’, dalla capoeira al tai-chi e yoga. Tra i pezzi in programma, ‘Broken Fall’, creato per Sylvie Guillem, Michael Nunn e William Trevitt, vincitore di un Oliver Award come miglior nuova produzione nel 2003, e oggi interpretato nel ruolo solista da Carys Staton.

Ancora grande repertorio contemporaneo con Marie Chouinard che debutta, all’Argentina il 10 ottobre, con ‘Gymnopédies’, una dedica a Erik Satie con i danzatori che si esibiranno anche alla tastiera e ‘Henri Michaux: Mouvements’, un omaggio al grande poeta e disegnatore belga, vicino al movimento surrealista. Spunto del lavoro 64 pagine di disegni a inchiostro e 15 di poesie. Un continuo riferimento per gli interpreti che si trasformano in segni grafici e scrittura in movimento. Akram Kkan, tra gli interpreti più illustri della coreografia contemporanea (nato in Gran Bretagna da una famiglia di immigrati bengalesi) sarà in scena con ‘Kaash’, il 14 ottobre all’Auditorium Conciliazione, che debuttò nel 2002. Manifesto e sintesi socio- cultural -poetica tra modern, danza tradizionale indiana e kathak. Il ruolo protagonista sarà affidato al giovane danzatore Nicola Monaco. Una no stop di 24 ore sarà dedicata da Jan Fabre alla Grecia. In programma a partire dalle ore 19 del 17 ottobre al Teatro Argentina, ‘Mount Olympus – To glorify the cult of tragedy’. «Un’ode all’immaginazione per 27 interpreti, tra musicisti, danzatori e attori – scrive Jan Fabre- Una fusione totale tra le arti che affonda le sue radici in un mondo dominato da satiri e ninfe, uomini e dei. Tra il germogliare del pensiero e l’incendio delle passioni». «Se la nostra cultura ha le sue radici nell’Antica Grecia, nei suoi miti, nella sua filosofia, nei suoi sogni -sottolinea Fabre- in ‘Mount Olympus’ si incrociano i destini di eroi ed eroine della guerra di Troia accanto a Medea, Antigone, Prometeo, Edipo e Elettra, prima che fossero intercettati dalla psicoanalisi».
Protagonista del Romaeuropa Festival, ormai da qualche anno, anche il circo. Arte plastica e scultorea che interagisce con sofisticate tecnologie, creazioni a volte astratte, suggestivo matrimonio tra realtà fisica e virtuale. Attesi al Teatro Vascello Adrien Mondot e Claire Bardainne con ‘Le mouvement de l’air’ (il 22 ottobre), Aurélien Bory e Stéphanie Fuster con ‘Questcequetudeviens?’ (il 19 novembre). In scena una danzatrice, un chitarrista di flamenco, un cantaor. La storia di una donna tra illusionismo scenico e spettacolare.

Sempre in ambito di performance circensi anche lo spettacolo coreo-gastronomico, ‘Cuisine & Confession’, il 25 novembre al Teatro Brancaccio, protagonista ‘Les 7 doigts de la main’, compagnia proveniente dal Québec. Profumi, sapori, acrobazie e piatti prelibati da assaggiare e pregustare. Protagonista della storica manifestazione, anche quest’anno, naturalmente, l’Europa. In scena al Teatro India il 3 novembre Aoife McAtamney, giovane irlandese con il suo assolo ‘Softer Swell’, il duo britannico Igor Urzeali-Moreno Solinas, di origine spagnola il primo, di origine italiana il secondo, che presentano ‘Idiot-Syncrasy’ accanto all’olandese, di origine israeliana, Liat Waysbort che presenta il solo ‘Please me Please’ eseguito da Ivan Ugrin, l’ungherese Adrien Hod con la sua compagnia Hodworks, il 4 novembre. In calendario ‘Conditions of Being a Mortal. Movement I. Movement IIÌ.

Sempre in ambito di performance circensi anche lo spettacolo coreo-gastronomico, ‘Cuisine & Confession’, il 25 novembre al Teatro Brancaccio, protagonista ‘Les 7 doigts de la main’, compagnia proveniente dal Québec. Profumi, sapori, acrobazie e piatti prelibati da assaggiare e pregustare. Protagonista della storica manifestazione, anche quest’anno, naturalmente, l’Europa. In scena al Teatro India il 3 novembre Aoife McAtamney, giovane irlandese con il suo assolo ‘Softer Swell’, il duo britannico Igor Urzeali-Moreno Solinas, di origine spagnola il primo, di origine italiana il secondo, che presentano ‘Idiot-Syncrasy’ accanto all’olandese, di origine israeliana, Liat Waysbort che presenta il solo ‘Please me Please’ eseguito da Ivan Ugrin, l’ungherese Adrien Hod con la sua compagnia Hodworks, il 4 novembre. In calendario ‘Conditions of Being a Mortal. Movement I. Movement IIÌ.

In cartellone al Teatro India anche il coreografo di origine spagnola Albert Quesada con la sua nuova creazione ‘Wagner & Ligeti’ (il 5 novembre) l’artista greco Ioannis Mandafounis in coppia con Elena Giannotti, protagonisti di ‘ApersonÀ (il 6 novembre), l’olandese Jan Martens autore di ‘Ode to the attempt (il 7 novembre) A questi si aggiungono gli italianissimi Annamaria Ajmone con ‘Tiny’, Chiara Frigo con ‘West End’ e Alessandro Sciarroni che, per il Balletto di Roma, ha firmato ‘Turning. Symphony of Sorrowful songs’. In cartellone al MAXXI per una sola replica l’8 dicembre.

«Reinventare, ogni anno, un festival è stato da sempre il nostro obiettivo – ha dichiarato Monique Veaute, presidente della Fondazione Romaeuropa- Abbiamo cercato di farlo in tutti questi anni e, credo, ci siamo anche riusciti assecondando lo sguardo degli artisti sul nostro tempo. Essere fantasiosi e creativi nella programmazione è fondamentale, ma non basta. Occorre creare una rete di rapporti che permetta alle idee, degli artisti, ma anche alle nostre, di diventare realtà». Il direttore generale e artistico, Fabrizio Grifasi, ha spiegato che «l’edizione di quest’anno, pur senza volersi celebrativa, con continui riferimenti alla memoria, all’identità, al cambiamento si interroga sulla storicizzazione e rielaborazione di un contemporaneo che non cessa di espandersi, di inglobare e rivisitare il passato. Il tema della ‘ri-creazione’ è dunque declinato sia nel significato ludico e gioioso, sia come ‘ri-metabolizzazione delle forme, dei tempi, delle estetiche della creazione artistica in un percorso di riattualizzazione dell’esperienza avanguardistica del Novecento».

Ti potrebbero interessare anche:

SCIENZA/ Su Marte tutti gli ingredienti della vita
Simposio internazio​nale Sistemi 118 e Tecnologia
MOSTRE/ La mente di Leonardo, il codice atlantico
A Treviso il museo della pubblicità
WEEK END: TEATRO; PIVETTI È VIKTOR/IA, ROSSI E L'AMORE
JOVANOTTI, I LIBRI SONO UN COLPO DI FULMINE



wordpress stat