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Inquinamento a Ladispoli, carcasse di topi sulla spiaggia

Topi morti. Trovati sia a galla nell’acqua, dove si fa il bagno, che sulla spiaggia. Notevole lo sdegno dei bagnanti, a Ladispoli, alle prese con le sgradevoli carcasse degli animali. L’allarme è stato dato in questi giorni nella zona di Palo Laziale e, oltre alla ditta incaricata di rimuovere i topi, sono intervenute le guardie costiere, per appurare la causa dell’accaduto. L’ipotesi principale degli investigatori è quella che le carcasse siano state trascinate in mare dalla piena dei fossi per le piogge cadute abbondanti sul litorale all’inizio della settimana. Gli stessi fossi che, sempre sul fronte dell’inquinamento della costa, hanno causato notevoli problemi a partire da martedì scorso.

Nel corso d’acqua della Sanguinara si sono verificati infatti ben due sversamenti di liquami, che hanno invaso i quartieri Faro e Messico e che sono poi finiti in mare. Tutto sarebbe dipeso da un black out sempre nel corso del temporale, che ha bloccato le pompe di sollevamento di via del Ghirlandaio. Per una serie di incomprensioni l’intervento dei tecnici della Flavie Acque – società che gestisce servizio idrico, fogne e depurazione a Ladispoli – non è stato rapido. E il danno, su cui sono in corso indagini della Capitaneria di porto, è ancora tutto da verificare.

Un brutto colpo per la città, mentre la stagione balneare volge al termine, tanto che lo stesso sindaco Crescenzo Paliotta ha chiesto spiegazioni alla Flavie. Il carico inquinante del fosso della Sanguinara è inoltre la causa del divieto di balneazione, disposto dopo le analisi dell’Arpa all’inizio dell’estate, tra il corso d’acqua e fosso Vaccino. Per quanto riguarda invece i topi, che sarebbero stati trasportati in mare dal fosso, sembra che il fenomeno si sia registrato anche nella stagione invernale. Abbastanza per far ritenere opportune misure di risanamento dei corsi d’acqua, che la scorsa settimana, hanno fatto finire sulla costa un’enorme chiazza marrone, che ha invaso un lungo tratto di mare, anche in quel caso sollevando l’indignazione dei bagnanti.

Riferendosi proprio a Ladispoli e alle foci dei fossi, all’inizio della stagione accuse erano state lanciate da Legambiente. “Non solo non è stato fatto alcun passo avanti rispetto allo scorso anno – avevano sostenuto gli ambientalisti – ma la situazione è addirittura peggiorata”. Una presa di posizione che il sindaco ha subito cercato di ridimensionare. Poi la stagione è andata avanti tra luci e ombre, senza dimenticare divieti, sversamenti, acqua putrida, topi morti e, questa settimana, anche la carcassa di un delfino spiaggiata a Marina di San Nicola.

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