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Proteste di migranti a Milano, strada bloccata e tensione

Mentre nel Mediterraneo prosegue incessante l’arrivo di migranti a bordo di carrette del mare, con Cagliari, Palermo e Messina che complessivamente superano i 1.500 nuovi arrivi in un solo giorno, e sulla terraferma fanno scalpore le tensioni alla frontiera con la Macedonia, a Milano scoppia la polemica sulla protesta di un centinaio di migranti che stamani a Bresso, alle porte del capoluogo lombardo, hanno bloccato un’arteria stradale, adiacente a un centro di accoglienza, per chiedere più celerità nelle pratiche di identificazione e asilo. Sull’episodio il centrodestra ha fatto una levata di scudi invitando senza mezzi termini le autorità a rispedirli a casa loro. «Vogliono i documenti??? Col cacchio! Sono ospiti, a spese nostre, e rompono pure i coglioni. Io li caricherei di peso sul primo aereo, e tutti a casa loro!», ha commentato Matteo Salvini su Facebook. Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha detto che «la protesta dei richiedenti asilo a Milano è l’ennesimo simbolo del fallimento delle politiche del governo Renzi-Alfano sull’immigrazione. La protesta è »un segnale preoccupante« secondo il coordinatore lombardo di FI Mariastella Gelmini. Mentre per Riccardo De Corato, vice presidente del Consiglio comunale di Milano, quanto avvenuto oggi è frutto di una politica che crea »vere e proprie bombe sociali«. . La questura ha precisato che tra le forze dell’ordine intervenute e una parte degli immigrati, intorno alle 10.15, c’è stato un momento di tensione con un breve contatto, anche se il 118 ha confermato che non ci sono stati nè feriti nè persone medicate sul posto. Qualche tafferuglio, però, è stato confermato anche da alcuni video girati dai media presenti. In alcuni filmati si vedono infatti dei profughi che fanno accorrere una o più troupe giornalistiche verso un ingresso del centro, come per invitarli a testimoniare la situazione. Poi una azione di »alleggerimento« dove vola qualche manganellata. Pochi minuti dopo si vedono alcuni giornalisti allontanati dalle forze dell’ordine. L’accaduto è stato spiegato in un primo tempo come un tentativo da parte della stampa di entrare nel centro (che non è aperto nè al pubblico nè ai media), il cui respingimento avrebbe »causato l’ira di chi protestava«. Ma l’esatta dinamica di quanto accaduto è ancora in corso di ricostruzione: una nota di Telelombardia riferisce di giornalisti che sarebbero »stati letteralmente travolti da un gruppo di migranti che li ha sospinti all’interno del campo per riprendere le condizioni di vita in cui vivono all’interno delle tende«. La polizia ha ribadito che la presenza dei giornalisti nel centro ha creato tensioni, mentre la stampa evidentemente stava cercando di svolgere la propria funzione di informazione chiedendo di vedere l’interno dell’insediamento. All’interno del centro c’erano appena stati dei nuovi arrivi, complicati dalla pioggia battente della scorsa notte (la maggior parte dei migranti vivono in tendoni), con la Croce rossa che cercava di gestire la situazione e si era opposta alla presenza dei media »che – spiega un dirigente della Questura – devono essere accreditati dalla Prefettura, che gestisce i centri«. Alla fine l’ufficio immigrazione della Questura ha incontrato gli ospiti del centro cercando di spiegare loro i tempi e il percorso da seguire per le loro richieste.

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