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Renzi, prima visita all’Aquila. Cortei di protesta, scontri e feriti

Una poliziotta con il setto nasale rotto, due manifestanti, entrambi aquilani, feriti e un terzo colto da malore durante gli scontri tra la polizia in assetto anti-sommossa e i due cortei di protesta che hanno ‘accoltò il premier, Matteo Renzi, nella sua prima visita istituzionale nella città terremotata: la prima volta del presidente del Consiglio dei Ministri all’Aquila, più volte annunciata e molto attesa, da giornata di festa si è trasformata in un pomeriggio segnato da tensioni al grido ‘L’Aquila liberà e ‘Renzi fuori dall’Abruzzo« da parte di rappresentanti dei comitati ‘No ombrina marè contro la petrolizzazione della costa teatina, da qualche rappresentante della scuola molto critico con la riforma e da un gruppo di aquilani dei comitati 3 e 32. Il premier è arrivato alle 17,35 direttamente nella sede della scuola di alta formazione Gran Sasso Scienze Institute ‘saltandò la nuova sede comunale di palazzo Fibbioni. Nel suo intervento Renzi ha rassicurato gli aquilani sulla certezza dei fondi, trovando anche il modo di scherzare sulla contestazione. »Mi ero preso un impegno: non mettere piede all’Aquila fin quando il quadro di riferimento non fosse chiaro. Questo per far prevalere la risoluzione delle problematiche all’impatto scenografico«, ha detto Renzi. »Per questo – ha proseguito – voglio che questo incontro sia una riunione di lavoro. Voglio una discussione di merito. I soldi per la ricostruzione ci sono, sono sei miliardi nel prossimo triennio, da qui a un anno faremo il punto sui cantieri«, ha detto ancora Renzi, il quale ha spiegato di essere contrario »agli annunci choc, agli annunci show, alle comparsate«. Le contestazioni erano partite dalla nuova sede comunale di Palazzo Fibbioni e sono proseguite poco distante alla Villa Comunale, davanti al Gran Sasso Institute. Circa in 500 hanno presidiato la piazza. Tra loro anche cittadini comuni arrivati per presenziare alla visita. »Spiace per la confusione ma c’era anche chi voleva applaudire«, ha detto a Renzi il sindaco Massimo Cialente. La segreteria del questore dell’Aquila in una nota parla di »due tentativi, posti in essere da numerosi appartenenti al mondo anarco-insurrezionalista provenienti da altre province della regione, di sfondare con violenza i cordoni delle Forze dell’Ordine posti a tutela di zone e obiettivi considerati sensibili«. Quindi la »calorosa solidarietà alle forze dell’ordine« espresse dal premier Renzi. E sugli scontri: »Sono dispiaciuto per quanto accaduto«, ha detto trovando anche il modo di scherzare: »Parte dei contestatori sono legati al Teramo in serie D, la Fiorentina in B ci è andata per caso«. La contestazione ha impedito a Renzi di visitare il centro storico e oltre a Cialente ha stigmatizzato le proteste il presidente della regione, Luciano D’Alfonso

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