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Casamonica, spintoni e tensione con i cronisti alla messa blindata a Morena


Tensione al termine della cerimonia in suffragio della morte di Vittorio Casamonica. Alcuni parenti del capofamiglia sinti defunto uscendo dalla chiesa di San Girolamo Emiliani a Morena, periferia di Roma, hanno affrontato cronisti e le telecamere presenti fuori dalla parrocchia insultandoli. Sono volati anche alcuni spintoni. Diversi bambini in macchina con i genitori hanno inveito contro le telecamere e i cronisti presenti. “Non è mafia. Noi non facciamo la guerra. Siamo pacifisti. Noi buttiamo fiori mica le bombe come l’Isis. Ci siamo rimasti male perché non ci rispettano” hanno detto i familiari. E ancora: “Non provocate, rispettateci, ormai avete visto tutto, fatela finita”. Immediato l’intervento dei poliziotti in borghese e dei carabinieri che ha evitato che le cose potessero peggiorare.

Fino ad allora la cerimonia si era svolta in un clima tranquillo. Carabinieri all’entrata della chiesa, poliziotti in borghese anche tra i fedeli, agenti schierati in strada e altri di riserva erano stati allertati per la messa bis in ricordo del Casamonica. Una funzione blindatissima, con una presenza imponente ma discreta delle forze dell’ordine, celebrata da padre Francesco Fissore nella parrocchia di Morena per il “re di Roma” come lo chiamano i suoi.

Lunedì pomeriggio, nel corso del vertice a palazzo Valentini, era stato il prefetto ad essere categorico: “Abbiamo sbagliato, ora basta figuracce”. Un monito da tradurre in un rito composto e sobrio dentro e fuori la chiesa che si trova a poche centinaia di metri dalla villetta del defunto. E così è stato: una messa “strettamente privata”, per riprendere le parole del parroco e del questore di Roma, ben lontana dallo show a suon di cocchi, cavalli ed elicotteri su cui la procura ha deciso di aprire un fascicolo d’inchiesta. Finita però con due minuti di tensione.

Un centinaio i giornalisti, i fotografi e i videomaker che hanno assistito alla cerimonia in un piccolo spazio antistante la chiesetta. I parenti e gli amici di Vittorio Casamonica, in tutto una cinquantina, sono arrivati alla spicciolata in parrocchia per la funzione che ha preso il via, come programmato, alle 11.30 ed è terminata verso le 12.15. Abiti tradizionali per le donne e i bambini, vestiti informali per gli uomini, molti in nero e con la barba incolta in segno di lutto.

Alcuni familiari di “zio” Vittorio raccontano: “L’elicottero che ha sorvolato la Chiesa di don Bosco nel quartiere Tuscolano per il funerale di Vittorio Casamonica lanciando petali di rosa è stato pagato dalle nipoti. Siamo dispiaciuti per i provvedimenti assunti nei riguardi del pilota”, a cui l’Enac ha sospeso la licenza di volo. Gli stessi familiari dei Casamonica, parlando con i cronisti, hanno poi sostenuto che il carro nero trainato dai cavalli usato per i funerali “è costato molto meno di 40 mila euro”.

Un’altra nipote, Egidia Casamonica, spiega: “Chiediamo scusa al Papa se ci sono stati dei problemi, ma cosa dovevamo fare? Tenere il funerale in mezzo alla strada?”. Originaria di Pescara, come il resto del clan, 57 anni, Egidia mostra ai cronisti le fotografie di un altro funerale, quello della moglie di Vittorio Casamonica, risalente ad alcuni anni fa, spiegando che fu utilizzata la stessa carrozza antica con i cavalli, come da tradizione. “Ma in quella occasione – ha aggiunto commossa – non ci fu alcun clamore”.

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