| categoria: Senza categoria, Venezia

DIETRO I FATTI/ Rissa a distanza tra sottosegretario e sindaco. Certo a Venezia non giova

Ilaria Borletti Dell’Acqua Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali e al Turismo, non ha di datato solo l’altisonante cognome, ma anche il tratto, l’acconciatura e il modo di porsi. Donna energica, determinata ed efficiente. Presidente di una Ong attiva in Africa, presidente del Fai, Fondo Ambiente Italiano, parlamentare del Pd, prima lettiana e montiana. Ha idee precise e le esprime con il suo modo fermo e garbato. Oggi sta litigando a distanza con un personaggio sanguigno, leggermente pop, lontano anni luce da lei per nascita ed educazione, il sindaco di Venezia Brugnaro. Il sottosegretario interviene periodicamente sulla crisi veneziana suggerendo il numero chiuso, il contingentamento dei turisti. Parole calate dall’altro, non sostanziate da un progetto, da un’idea vagamente operativa. E difatti nel dibattito non la fila nessuno. Ma Il sindaco-imprenditore Brugnaro è di altra pasta, non ne fa passare una e replica sempre a mezzo stampa con espressioni forti. La Borletti Buitoni è uno dei tanti soloni che parlano a vuoto? Il sottosegretario non ci sta e affida ad una intervista a La Repubblica una replica tagliente : “Spiace che il primo cittadino sia ricorso a insulti personali. Avrei preferito avesse risposto nel merito del turismo incontrollato” nel capoluogo “Non ho avuto modo di conoscerlo. E devo dire che non sarà fra le mie priorità”, dice. D’altra parte il sindaco lagunare se la sta prendendo con tutti, difetta di diplomazia, non sa tenere a freno la lingua, non ha evidentemente alle spalle una struttura sperimentata di comunicazione. Dopo Elton John, Gianni Berengo-Gardin e Adriano Celentano, il sindaco di Venezia dice che una signora con due cognomi, non può disquisire su dove devono passare o non devono passare le navi. ” Mi sembra che affronti le questioni dei veneziani, come quelle del turismo, in un modo poco costruttivo, ” afferma Soave. E non va oltre. Forse a La Repubblica non interessa. Se non scorre il sangue l’intervista può anche finire qui e il resto sono sciocchezze. Ma certo tutto questo a Venezia non giova. Due figure istituzionali dovrebbero costruire insieme un rapporto e un percorso di crescita. Venezia di polemiche ne ha suscitate fin troppe. Dopo lo scandalo Mose ci vorrebbe un po’ di silenzio e qualche fatto in più

Ti potrebbero interessare anche:

La Procura di Bari chiede nuovamente l'arresto dell'ex senatore Tedesco
Primo maggio "sugli antichi sentieri", passeggiata nel Parco del Gran Sasso
I conti dell'Imu, il nodo delle coperture. Saccomanni, avanti piano
CIVITAVECCHIA/ Il pasticcio dell’emergenza idrica rischia di costare caro alla giunta grillina
PINO DANIELE/ Domani doppio funerale, a Roma e a Napoli
Di Maio a Salvini: 'Chiediamo al Quirinale il voto a giugno'



wordpress stat