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Usa 2016, Hillary Clinton attacca Trump e ammonisce Biden. Ma la sua popolarità è in calo

Hillary Clinton prova a esorcizzare la discesa in campo, sempre più probabile, del vicepresidente Joe Biden. E, durante la riunione del Democratic National Committee parla come se la sfida fosse già a due, con Donald Trump. “Il partito di Lincoln è diventato il partito di Trump”, attacca l’ex segretario di Stato, ironizzando sul suo rivale repubblicano nella corsa per la Casa Bianca. Come se la nomination fosse cosa fatta per due i contender in testa ai sondaggi nei rispettivi partiti. Nessun accenno diretto alla possibile candidatura di Biden – convitato di pietra al raduno degli attivisti democratici più impegnati – lancia al suo possibile rivale di partito diversi messaggi. Ai delegati ha inviato ben quattro promemoria, indicando la sua forza e gli endorsement ricevuti nei primi stati in cui si voterà (Iowa, New Hempshire, South Carolina e Nevada), nonchè annunciando una serie interminabile di raccolte fondi con l’obiettivo di fare terra bruciata anche tra i simpatizzandi di Biden.

Insomma, una prova di forza che è un messaggio subliminale al possibile rivale interno. “Stiamo lavorando duramente per assicurarci il maggior numero possibile di supporter: tutto dipende da come si mettono insieme i numeri per assicurarsi la nomination”, ha detto la Clinton rispondendo ai giornalisti a margine del summit. Contro il magnate del real estate, la Clinton ha poi sfoderato la carta dell’ironia, esprimendo solidarietà per gli attacchi al suo presunto toupet. “Anch’io sono sempre stata criticata per i capelli e dunque posso capire cosa stia passando – ha scherzato – comunque, se volete saperlo, posso dirvi che i miei capelli sono veri ma il colore non lo è”.
Tuttavia, la popolarità di Hillary Clinton tra i democratici è scesa al livello più basso dal 2012. Lo rivela l’ultimo sondaggio di Reuters/Ipsos che da circa tre anni sta monitorando le chance per l’ex first lady di ottenere la nomonation del partito dell’asinello. L’ex segretario di Stato mantiene un vantaggio di circa 20 punti percentuali rispetto al suo rivale più temibile: il senatore del Vermont, Bernie Sanders. A far scendere le quotazioni della Clinton, l’emailgate, cioè il contestato uso di un account privato di posta elettronica mentre era a capo della diplomazia Usa. In base alle ultime rilevazioni Reuters/Ipsos, la Clinton è a 45% contro il 25% dei consensi di Sanders. Al terzo posto, sebbene stia ancora valutando l’opportunità di scendere in campo, proprio Biden, che però è in crescita con il 16% contro il 10% di un mese fa. Il vantaggio della Clinton al momento è dunque leggermente inferiore rispetto al gap che separa il candidato repubblicano Donald Trump, in testa ai sondaggi con il 33%, da Mike Huckabee, che ha il 12% dei consensi.

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