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Grecia, meno 17mila posti dopo la stretta sui capitali

Con il tasso di disoccupazione al 25% (a maggio), il mondo del lavoro greco ha subito un altro duro contraccolpo lo scorso luglio, mese in cui quasi 17.000 greci si sono ritrovati all’improvviso in mezzo ad una strada – licenziati o messi in cassa integrazione – per colpa del controllo sui capitali imposto dal governo a fine giugno al fine di scongiurare la corsa agli sportelli bancari. Da parte sua, intanto, il ministero delle Finanze ha annunciato oggi che il limite giornaliero per le transazioni commerciali bancarie verso l’estero passerà da 5 a 7 milioni di euro. Sempre oggi, comunque, Atene ha incassato l’apprezzamento della Commissione Ue il cui portavoce, Margaritis Schinas, ha affermato a Bruxelles che «la continuità» in alcuni portafogli chiave come quello delle Finanze del nuovo governo greco è un «buon segnale per l’attuazione del programma concordato» con la Grecia. Schinas ha inoltre sottolineato che «adesso l’importante è il pieno sostegno e la realizzazione puntuale» delle misure «per garantire il pieno successo del programma». Positivo pure il commento alla situazione greca venuto oggi da Angela Merkel la quale, in conferenza stampa a Berlino, ha affermato di ritenere che «Atene rispetterà i suoi impegni» e si è detta «ottimista» sul fatto che si possa arrivare a una regolamentazione che «rispecchi anche le richieste del Fmi». Ma la cancelliera tedesca ha detto pure di non vedere molto margine di manovra sull’abbassamento dei tassi per la Grecia mentre vi sarebbe invece un «certo spazio» per quanto concerne il tempo di scadenza e per ripagare i debiti. Riguardo il dato circa i posti di lavoro perduti il mese scorso – il peggiore dal 2001 – esso è stato reso noto dall’Istituto di Statistica ellenico (Elstat) secondo cui sono stati circa 16.700 i greci che hanno perso il posto a luglio. Inoltre, sempre secondo l’Elstat, nello stesso mese circa 40.000 persone sono passate da un lavoro a tempo pieno ad uno part-time. Il Pil, in base ai dati dell’Istituto di statistica, è cresciuto dell’1,6% nel secondo trimestre del 2015 a fronte di una crescita stimata dell’1,4% per lo stesso periodo. Buone notizie, invece, per le imprese greche sul fronte del controllo sui capitali per il cui alleggerimento il Comitato per l’approvazione delle operazioni bancarie innalzerà da 5 a 7 milioni di euro il limite quotidiano per le transazioni commerciali verso l’estero. L’aumento del limite dei trasferimenti dovrebbe dare po’ di respiro alle aziende e il ministero delle Finanze sta lavorando per innalzare a 20.000 euro il tetto per le importazioni ed evitare così le lunghe procedure necessarie per ottenere il ‘via libera’ delle banche. Questo limite è attualmente di 10.000 euro. Il tetto per il trasferimento di denaro contante all’estero rimane invece fissato a 2.000 euro per ogni singolo viaggio mentre è consentito un massimo di 5.000 euro a trimestre per la copertura delle spese per gli studenti che vivono e studiano fuori dalla Grecia. Inoltre, il limite massimo per i trasferimenti mensili di denaro all’estero per le istituzioni è stato fissato a 40 milioni di euro, mentre la soglia per operazioni analoghe da parte di individui è ancora di 500 euro al mese

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