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SCENARI/ Renzi e il Marino surgelato. M5S fa paura? E il Pd si nasconde dietro la legalità

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Sandro Gugliotta
A quattro giorni dalla fatidica pronuncia del Consiglio dei Ministri in merito allo scioglimento della Capitale per mafia in Campidoglio si respira ancora un aria vacanziera. Molti consiglieri sono ancora fuori per le ferie così gran parte della città. Compreso il sindaco Marino che non si è lasciato rovinare le vacanze né dalla decisione del Governo sulla sua amministrazione tantomeno dal funerale dei Casamonica. Ma certo la relazione del ministro Alfano era attesa e le reazioni non sono mancate. In verità lo scontro di vedute è stata una questione a due: il Pd ed il M5S che nella prossima partita si giocheranno la guida della città. Altro tema di sottofondo, ma a quello siamo abituati già da 2 anni, la lotta tutta interna al Pd. Non potrebbe essere altrimenti. La mano del premier sulle sorti della capitale è chiara anche ai meno avvezzi alla politica. Il competitor più accreditato a vincere le prossime elezioni a Roma, come detto è il M5S. Se è certo che i poteri che contano nella capitale non lasceranno facilmente Roma ai pentastellati, un dato oggettivo è la crescita nei sondaggi che porta il movimento in testa nelle preferenze degli elettori. Ma quanto ancora resisterà il Sindaco Marino? elezioni non prima della primavera del 2016 era la previsione proveniente da alcune fonti interne al Pd, non prima del 2018 per il nuovo assessore alla mobilità Esposito, ieri alla festa del Fatto Quotidiano. Per Marino lui va avanti sino al 2023. Per Alessandro Di Battista Marino non arriverà a fine mandato “..dipende dai romani e per certi versi anche dai carabinieri, visto come sta andando con i consiglieri del Pd”, ha dichiarato oggi il deputato 5 stelle. Intanto con la pronuncia del 27 agosto il governo ha di fatto salvato il sindaco di Roma. L’attribuzione di poteri straordinari al prefetto Gabrielli con il compito a lui assegnato di combattere la corruzione e la malavita presenti nell’istituzione comunale rappresenta una scomunica ufficiale per Ignazio Marino, che apre la strada ad un commissariamento mascherato. “Il timore di tornare alle urne e che sia il Movimento 5 Stelle a vincere le prossime elezioni comunali è evidente, per questo, oggi, nonostante i dissapori, Renzi decide di salvare Marino. Ha semplicemente paura del voto”. Lo dichiarano i deputati e consiglieri capitolini M5S, ricordando come “lo stesso Pd, ad Ostia, sia stato per anni punto di riferimento di del malaffare e di clan criminali”. Intanto il Pd prepara la risposta a quanto avvenuto a Roma con il funerale di Vittorio Casamonica. Il 3 settembre proprio in quella piazza Don Bosco in cui ha sventolato la bandiera con il faccione del boss il Pd farà una festa per la legalità e contro le mafie. Tuto prosegue come al solito mentre la città precipita nel caos.

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