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Crocierista caduta in mare, il caso resta un puzzle complicato

«Io spero che Laura si riprenda presto. Non ho altro da dire». Per Giovanni Pia, tabaccaio torinese di 55 anni, le prossime saranno ore e giornate di attesa. Attesa per le condizioni della sua ormai ex compagna, Laura Stuardo, 54 anni, dirigente di banca, caduta dalla nave durante una romantica crociera sulla «Costa Fortuna» in Norvegia e oggi ricoverata all’ospedale Cto. Attesa per le mosse dei magistrati e dei carabinieri, che stanno cercando di fare piena luce su quanto accadde quel 19 luglio, quando la donna, precipitando dalla cabina che divideva con lui, piombò nelle acque del porto di Flam dopo un volo di 33 metri. In procura esiste un fascicolo in cui si ipotizza il tentato omicidio. Giovanni Pia ha chiesto formalmente – è un suo diritto – se è indagato o meno, ottenendo una risposta interlocutoria: non c’è niente da comunicare. E così non gli resta che attendere. Gli investigatori della compagnia di Mirafiori devono completare un puzzle complicatissimo ascoltando amici, familiari e conoscenti, recuperando la denuncia per maltrattamenti che Laura presentò contro Giovanni all’inizio dello scorso anno, rileggendo e confrontando il materiale raccolto dalle autorità locali (la Norvegia ha chiuso la pratica in pochi giorni e a giocare la partita, adesso, è la procura di Torino perché la nave è a tutti gli effetti «territorio italiano»). I militari devono soprattutto vagliare il racconto di una donna che, dopo giorni di coma, fatica a ricordare: «Non so cosa sia successo. So soltanto che non mi sono buttata». «L’ho vista cadere – aveva spiegato Giovanni – e ho tentato di afferrarla. Non ci sono riuscito». Il suicidio è escluso perché Laura, bancaria, nelle ore precedenti non si era comportata come una persona in preda all’angoscia, ma come una vacanziera: aveva fatto acquisti, aveva mandato sms. In cabina, poco prima che Laura precipitasse, c’era stata una lite. Altri passeggeri avevano sentito delle urla. Nessuno, però, aveva potuto vedere. Le telecamere avevano soltanto ripreso la caduta del corpo. Contro Giovanni pesa quella denuncia presentata da Laura con il racconto di una storia d’amore cominciata nel 2012 e diventata, con il passare del tempo, più tormentata di quanto si potesse sopportare. Poi i due avevano deciso di riprovarci ed erano partiti per la crociera. Ma ora è finita. Le persone più vicine a Laura hanno fatto sapere che le visite di Giovanni in ospedale non sono gradite.

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