| categoria: politica

Manovra, verso lo stop alla local tax?

Che il percorso della local tax, la tassa unica per finanziare i Comuni, fosse in salita, si era intuito già quando Matteo Renzi aveva annunciato l’intenzione di eliminare con la legge di Stabilità la Tasi e l’Imu sulle prime case. Tolto il pilastro del prelievo sulle abitazioni principali, nella tassa unica sarebbe rimasto quello sulle seconde case con l’accorpamento di alcuni tributi locali, come l’occupazione di suolo pubblico e le imposte su pubblicità e affissioni, con l’incognita se inserire o meno nel balzello complessivo anche la tassa sui rifiuti. Un meccanismo che, tuttavia, rischierebbe di far salire il prelievo sulle seconde case oltre il tetto massimo dell’11,4% che può raggiungere oggi sommando Imu e Tasi. L’ipotesi alla quale si è lavorato ai tavoli tecnici, era quella di portare l’aliquota fino al 12 per mille, ossia l’1,2%. Ma a questo punto si è aperta una questione politica. Il primo a sollevarla è stato il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. «La scelta di eliminare le tasse sulle prime case», ha spiegato Zanetti, «richiede una estrema trasparenza anche di contesto: deve essere una vera e propria sottrazione nella perfetta invarianza della restante tassazione sugli immobili. Diversamente», è il ragionamento di Zanetti, «si scatenerebbe il dibattito politico sull’effettività della riduzione del prelievo o, piuttosto, di un mero spostamento dalle prime case agli altri immobili attraverso il “cavallo di Troia” della local tax, a tutto danno di quel messaggio che sta alla base di questa scelta politica».

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